Perugia: il 1 e il 2 agosto la festa-pellegrinaggio del “Perdono di Assisi” a Isola Maggiore del Trasimeno. Il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti celebrerà la S. Messa alle prime luci dell’alba con quaranta giovani | Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve

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Ristrutturazione del debito familiare

VADEMECUM PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO SURROGA

Le norme vigenti consentono a tutti coloro che hanno contratto mutui per acquisto o costruzione della prima casa di trasferire ad altra banca, in grado di offrire migliori condizioni economiche, il finanziamento in corso. In questo caso si parla di “SURROGA”. Continua a leggere

Mobilità Umbra su Linee Ferrate

PREMESSA

Trentacinque anni fa ho conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Cortona. Sono stato studente pendolare per cinque anni dal 1975 al 1980 utilizzando il treno locale da Passignano sul Trasimeno a Terontola e da lì gli autobus della LFI per raggiungere la scuola a Cortona.

Molte cose sono cambiate in questi decenni ed oggi gran parte della mobilità di studenti e lavoratori pendolari avviene su strada. Di quando ero studente pendolare ricordo bene i treni di qualità scadente, con vagoni vecchi e sedili in legno … ma ricordo anche che le frequenze dei convogli nei due sensi erano numerose; che le stazioni erano accoglienti, che avevano giardini ben curati e sempre in ordine; che la sala di aspetto era spartana ma luminosa e ben riscaldata nella stagione invernale … che il costo dell’abbonamento era veramente basso e conveniente.

Dico questo perché i miei figli che frequentano le scuole superiori a Perugia, utilizzano esclusivamente il trasporto pubblico su gomma  (in seguito spiegherò il perché …) e la sala d’attesa è il marciapiede a cielo aperto che, nei giorni invernali, non è molto riscaldato e nemmeno tanto confortevole; nei giorni di pioggia mentre attendono l’arrivo degli autobus li ho visti talvolta stipati sotto il terrazzo di un’abitazione vicina il cui proprietario, per gentile concessione, lascia aperto il cancello del cortile e così consente loro di trovar riparo dalle intemperie.

Il costo degli abbonamenti è notevole e il servizio presenta forti limitazioni in fatto di frequenze. Qualunque spostamento o variazione dell’orario delle lezioni determina lunghe attese da parte degli studenti pendolari o la necessità che un genitore effettui il servizio di accompagnamento con la propria automobile, chiaramente a proprie spese e dedicando a questo parte del suo tempo.

Questa è la premessa, ma prima di sviluppare altre considerazioni e proporre possibili miglioramenti, di fronte allo scenario sopra descritto faccio un’amara considerazione:-

  • Siamo arretrati tantissimo! Niente progresso, niente innovazione, niente sviluppo! Anzi abbiamo peggiorato tantissimo in termini di qualità e quantità di offerta ….
  • … e di seguito l’aspetto positivo di questo stato delle cose: da qui si può solo migliorare!

ALTRE CONSIDERAZIONI

La regione Umbria è stata da sempre penalizzata in fatto di infrastrutture e quindi di collegamenti di ogni tipo e non mi compete approfondire le cause che hanno determinato l’attuale situazione.

Provo a considerare la nostra regione come un grande territorio la cui popolazione, che numericamente equivale agli abitanti di alcuni quartieri di Roma messi insieme, ha necessità di spostamenti giornalieri anche notevoli, dato il necessario accentramento della maggior parte dei servizi:  Scuole, Ospedali, uffici di Enti pubblici ecc. ma anche centri di aggregazione, centri commerciali, impianti sportivi, multisale e teatri ecc. e per tutta questa mobilità, la rete stradale risulta al momento la preferita (anche perché non esiste alternativa valida e sostenibile proposta dal trasporto su rotaia) sia a livello privato sia a livello di trasporto pubblico locale.

Purtroppo la nostra rete stradale è messa male anch’essa, carente per estensione e dimensioni, maltenuta e pericolosa. Frequenti sono gli incidenti (anche gravi e mortali) dovuti al dissesto del fondo stradale: gli interventi che vengono posti in essere sono per lo più limitati alla apposizione di nuova segnaletica che indica limiti di velocità inferiori … ma poi di fatto, risulta impossibile percorrere un lungo rettilineo di strada extra urbana a 50Km/ora.

Nelle ore di punta si sviluppano sul raccordo autostradale lunghissime code formate da coloro che debbono raggiungere il capoluogo umbro per lavoro, studio o altro, creando problemi di sicurezza, inquinamento, perdite di tempo, perdite  che generano un costo sociale altissimo e tante volte neppure stimato.

Gli interventi fatti alcuni anni addietro e connessi alla realizzazione del muretto di separazione New Jersey (che tantissime vite ha salvato) portarono alla realizzazione di risicate corsie di emergenza che sono molto pericolose nel caso dovessero servire per vere e proprie emergenze.

Il tracciato del raccordo autostradale Perugia – Bettolle  “R6”,  è oggetto di continui interventi di manutenzione e gli ingorghi di traffico che si sviluppano sono notevoli.

Sul fronte della rete ferroviaria sembra come che il tempo si sia fermato ….. vedi, per esempio, la “casina” della stazione di Ellera – Corciano e … anche se ci metti tutta la buona volontà, non riesci a capire, a comprendere come sia stato possibile che nessun intervento sia stato realizzato per rendere questa struttura funzionale, bella, confortevole, data anche la sua collocazione in area davvero strategica a servizio di una zona commerciale e ludica di prim’ordine.

Anche le altre stazioni delle linea Foligno – Terontola non hanno avuto miglior destino.

Stessa cosa per le stazione della F.C.U. …. che non ho mai frequentato ma, viste dall’esterno, lasciano supporre un’analoga situazione.

IDEE E PROSPETTIVE

Poco tempo fa trovai questa immagine

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Sembra proprio lo schema della classica cartina che rappresenta un rete metropolitana.

Già perché proprio le linee ferrate di R.F.I. e di F.C.U. coprono tutto il territorio regionale. E allora perché le linee secondarie Foligno – Terontola e FCU sembrano quasi in fase di dismissione, considerate quasi “rami secchi” e dove talvolta funziona un servizio sostitutivo di autobus in determinati tratti o periodi? Com’è possibile non utilizzare al meglio una infrastruttura che ESISTE GIA’ e che potrebbe garantire una migliore qualità di vita, di sicurezza, di risparmio per tutti?

E’ vero che sono tutte linee ad unico binario, quindi in gergo tecnico trattasi di circolazione ferroviaria “non banalizzata” (circolazione banalizzata è quella a doppio binario) ma è pur vero che le numerose stazioni presenti sul tracciato, offrono tantissime possibilità di coincidenza.

E perché ad oggi non viene sfruttata questa preziosa risorsa già esistente?

Perché mancano:-

  • corse frequenti dei treni
  • convogli moderni e veloci
  • stazioni moderne, accoglienti e sicure

Perché in definitiva manca la bellezza e l’efficienza e non l’una o l’altra, ma tutte e due insieme.

Passando ad un’impostazione di rete metropolitana, potrebbe benissimo circolare almeno nelle ore di punta un convoglio ogni 30 minuti per ciascun senso di marcia. Allora tutto può diventare più semplice quando sai che, se hai un contrattempo  oppure esci in ritardo dall’ufficio o da scuola, dopo poco tempo puoi salire sul convoglio successivo.

E poi la bellezza attrae e da il gusto di viaggiare (anche per andare al lavoro o a scuola) … con le stazioni rinnovate ed accoglienti a servizio della comunità locale, sicure in quanto presidiate e trafficate, aumentate anche di numero …. Basti pensare che l’attuale percorso ferroviario passa adiacente al centro commerciale di Collestrada (possibile che non si sia mai pensato di realizzare una fermata) al centro commerciale Quasar di Ellera, al lato sud dell’aeroporto internazionale S. Francesco d’Assisi, vicinissimo al presidio ospedaliero di Perugia la cui fermata può essere meglio collegata con l’ospedale, al lato nord dell’industria dolciaria Perugina, su tutto il perimetro del parco sportivo Pian di Massiano. Cito queste aree perché le conosco bene, ma ogni zona della nostra regione ha le sue caratteristiche e potenzialità.

La stazione di Ponte San Giovanni con l’intersezione dei due tracciati Foligno/Terontola e FCU  e la diramazione che porta alla bellissima stazione di S. Anna al centro di Perugia, assumerebbe un ruolo di grande importanza.

In definitiva con corse frequenti si potrebbe anche andare a fare compere ai centri commerciali utilizzando il treno, raggiungere il centro del capoluogo mediante l’interconnessione del minimetrò alla stazione di Perugia Fontivegge, oppure andare  alle multisale di Borgonovo,  Gherlinda, ai plessi sportivi, al planetario,  ecc. tanto per fare alcuni esempi.

A maggior ragione si svilupperebbe la mobilità tra tutti i centri abitati della regione, minori e maggiori …

Il tutto in una forma nuova di mobilità strutturata, fruibile da tutta la popolazione mediante l’utilizzo di tariffe e formule di abbonamento tali da consentire lo spostamento rapido, comodo e conveniente non solo per chi viaggia da solo, ma anche per le famiglie per le quali al momento, non esiste alcun rapporto “diretto” di quoziente familiare – Q.F. – nei trasporti pubblici (solo eventuali agevolazioni a livello di Comune secondo le determinazioni degli indici ISEE) e, della stessa famiglia, un componente paga per uno, tre per tre, quattro per quattro ecc. anche se il reddito che entra in casa è solo di una persona.

Anche il turismo ne trarrebbe ampi benefici e a sua volta potrebbe generare importanti flussi di traffico passeggeri e la regione stessa ne trarrebbe un importante ritorno di immagine.

Il trasporto pubblico su strada dovrebbe essere utilizzato a supporto ed integrazione del trasporto su rotaia in ordine alle zone non raggiunte dai tracciati ferroviari, ne diverrebbe complementare anche per il raggiungimento delle singole stazioni ferroviarie.

I TEMPI, I RISPARMI E LA MIGLIOR QUALITA’ DI VITA

Percorrere, ad esempio,  con convogli ferroviari la distanza di 25 chilometri occorrono poco più di venti minuti, considerando le fermate e le ripartenze; la stessa distanza percorsa con autobus di linea extra urbana viene coperta, secondo il tracciato, da 40 a 75 minuti.

La frequenza di convogli unita ad un’offerta economica conveniente, spingerebbe la popolazione a riprendere l’utilizzo del trasporto pubblico su linee ferrate. Basti pensare quanto risparmio a favore delle famiglie (l’utilizzo di un’auto propria per una persona singola è oltremodo oneroso visto che in relazione ai chilometri percorsi tutti i giorni per recarsi al lavoro, oltre la spesa per il carburante va computata tutta una serie di altri costi che vanno dalle gomme, alla manutenzione, ma anche all’acquisto stesso del veicolo .. )

Di notevole rilievo l’incremento occupazionale con impiego di personale a terra e viaggiante composto in larga misura da giovani motivati.

Già, a questo punto servono dei numeri per supportare quanto descritto. Questo è possibile sviluppando uno studio specifico che non presenta particolari difficoltà posta la conoscenza di determinate specifiche e dotazioni per la circolazione ferroviaria, con appropriate simulazioni in ordine all’offerta e alla fruizione del servizio di mobilità.

Concretamente le linee ferrate Foligno – Terontola e FCU , compreso anche il minimetrò di Perugia in quanto linea ferrata integrata e complementare, potrebbero confluire in unica società che ne curi la manutenzione e l’efficienza e le noleggi a idonea società di gestione gestisca ed operi il traffico dei propri convogli a servizio della comunità regionale, con tariffe ed abbonamenti convenienti.

L’attuale biglietto “Unico Perugia” avvantaggia di fatto solo la fascia urbana circostante al capoluogo. Attualmente per chi arriva da più lontano, da una parte e dall’altra del capoluogo, l’utilizzo del treno comporta o comporterebbe, una somma di abbonamenti: il primo che copre il percorso che va dalla propria residenza fino alla cosiddetta fascia urbana; il secondo che copre tutta la fascia urbana. Attualmente questa situazione, rende di fatto antieconomico l’utilizzo della rete ferroviaria: ecco perché quasi tutti viaggiano con gli autobus extra urbani …

 UNO SGUARDO AL FUTURO:

  • CONNESSIONE A LINEA A.V.
  • COLLEGAMENTO CON SIENA

La direttrice Milano Roma  passa a fianco del lago Trasimeno sia con la così detta “linea lenta” sia con la linea A.V.  – La connessione con tali linee potrebbe derivare da un nuovo tracciato che va da Ellera a Chiusi (in parte già esistito fino alla centrale elettrica di Pietrafitta e poi dismesso).

A Chiusi verrebbe effettuato il raccordo con l’ A.V.  e la connessione con la linea locale che prosegue in direzione Siena e provincia.

CONCLUSIONI

Senza alcuna pretesa, solo con l’intento di un possibile approfondimento per non lasciare andare al declino infrastrutture potenzialmente utili, sicuramente necessarie o proprio indispensabili.

Paolo Moroni

Passignano, 18 marzo 2015

Famiglie economicamente discriminate

Lettere al Direttore

Stavo riflettendo insieme a mia moglie proprio in questi giorni, circa le politiche sociali ed economiche utili alla famiglia, traendo spunto dalle domande per la recezione e l’approfondimento della Relatio Synodi (documento con il quale si è concluso il Sinodo straordinario dei Vescovi su “le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”).

Noi siamo una famiglia numerosa “per grazia, e solo per grazia,  di Dio”:  abbiamo cinque figli e sono anni che combattiamo per “la salvezza” non solo spirituale ma anche economica.

Ho sempre svolto il mio lavoro nell’ambito della fiscalità (imprese e famiglie).

– Non vedo da parte dell’attuale esecutivo né dei precedenti governi,  iniziative tese a favorire politiche sociali ed economiche utili alle famiglie; tanto si è parlato dell’applicazione del quoziente familiare quale sostegno concreto alle necessità materiali; l’applicazione del modello ISEE (devo verificare il nuovo) è carente, difetta completamente nei meccanismi di calcolo e non assolve assolutamente tale compito; è inoltre basato su una gestione complessa che costa molto di più dei benefici poi erogati.

– L’applicazione dell’A.N.F. Assegno Nucleo Familiare quale sostegno al reddito è completamente lontana dalla realtà in cui vivono le famiglie: è come se il legislatore non sapesse di cosa si stia parlando. Infatti al compimento del  18° anno di vita del figlio, cessa l’erogazione di tale sostegno al reddito dei genitori ed anche nell’ipotesi di nuclei familiari con tre o più figli tale limite è portato al compimento del 21° anno di vita: ciò significa che nel momento in cui i genitori hanno maggior bisogno di risorse economiche per poter permettere ai propri figli di portare avanti e completare un appropriato percorso di studio / formazione / università, cessano i sussidi economici. I figli di famiglie non benestanti,  vengono quindi a trovarsi in serie difficoltà, si scoraggiano anche per questa precarietà economica,  oltre al fatto che non c’è lavoro.

La progressione delle tabelle degli stessi A.N.F.  è inoltre completamente inadeguata nella ripartizione delle risorse da erogare, in quanto l’assegno viene corrisposto secondo una scala determinata da un algoritmo decrescente, praticamente proporzionale e che quindi non corrisponde (non da) ai  redditi più bassi  un maggiore ed adeguato  sostentamento economico che possa determinare una migliore qualità di vita.

– La propaganda degli 80 euro (che io credevo fossero corrisposti a settimana  per essere … un po’ significativi,  e non al mese) sono erogati entro limiti stabiliti che non tengono assolutamente conto del quoziente familiare; per sostenere tale concessione inoltre, sono incrementate tantissime altre tasse e spese per servizi; l’Imposta sul Valore Aggiunto, la cui “ratio” è quella colpire il consumatore finale nelle sue spese per i consumi, è stata portata al 22% e dal prossimo 01/01/2016 salirà al 25% qualora (ed appare già certo) non si verifichino determinate condizione delle entrate tributarie. Queste imposte impoveriscono ulteriormente le famiglie.

– Anche un figlio che lavora part-time o a chiamata, magari per mantenersi gli studi, non è più considerato a carico se il suo reddito annuo “LORDO” supera € 2.850 circa. A parte che sarebbe carino capire come una persona possa avere una propria autonomia patrimoniale con € 2.850 annui “lordi” corrispondenti ad un netto di € 180 al mese (€ 180 al mese!! Autonomia patrimoniale = non gravare sulle spalle di qualcun altro …. Capito bene?) c’è da notare che questo limite per essere fiscalmente a carico è fermo dal lontano 1995!!! Cioè 20 anni – mentre fino a quella data veniva adeguato e quindi incrementato di anno in anno: appare chiara o l’ignoranza (ma ci credo  poco) o il totale disinteresse per il sostegno economico della famiglia.

– Mai nulla si è fatto in concreto per tagliare benefici, stipendi e pensioni d’oro (ma cosa mai ci faranno con tutti i soldi già accumulati e con il fiume di denaro che, inarrestabile, continua inesorabile a versarsi nei loro conti correnti bancari).

Netta è la sensazione, almeno si percepisce, che le famiglie con figli siano (e quindi dico: siamo) “economicamente discriminate”…. mentre si parla molto di riconoscimenti di altre forme di famiglia …

– Le difficoltà connesse ad anziani e familiari ammalati  vengono assorbite dalle famiglie che, per atto di fede, accudiscono ed accompagnano i propri cari senza abbandonarli in case di cura o di riposo ma, al contrario,  dedicandogli tempo, attenzioni ed affetto, in buona sostanza a non farli sentire soli; questa è una missione totalmente applicata dalle famiglie cristiane che hanno sperimentato l’amore di Cristo e vivono consapevolmente e pienamente la propria missione.

– Anche il tempo dedicato ai bambini è sempre troppo breve (ecco la sola cosa che rimpiango della vita che ho vissuto fino ad oggi) a causa degli impegni imposti dai ritmi sempre più crescenti che dicevo poco sopra. La rinuncia al lavoro da parte di una mamma, al fine di dedicarsi ad accudire ed educare i propri figli (questo è ciò che ha fatto concretamente mia moglie) risponde unicamente ad una atto di fede reso possibile solamente da una esperienza di fede vissuta in un cammino di formazione permanente alla fede che permette, senza sforzo, di rinunciare ai propri progetti (rinnegare se stessi e prendere ogni giorno la propria croce) per abbracciare quelli di Dio ed immergersi totalmente nella precarietà economica ove però è possibile sperimentare l’azione concreta della divina provvidenza.

Paolo e Serena

Passignano sul Trasimeno (PG)

24/02/2015

I carrelli del CONAD di Passignano lo avevano capito da tempo …..

Qualche tempo fa ritrovai in un mobile di casa, alcuni dollari rimasti da un viaggio fatto in Israele. Superato il ricordo dei bellissimi luoghi visitati e di tutto il vissuto di quei giorni (esperienza unica nel suo genere che consiglio caldamente a tutti), mi sono soffermato ad osservare attentamente la banconota da ONE DOLLAR ed immediatamente mi è venuto spontaneo fare il confronto con la nostra “moneta” da UN EURO……  (Vedi Foto)  20130403_135115

A colpo d’occhio la moneta sembra qualcosa di poco, uno spicciolo, rispetto alla banconota del dollaro statunitense … ma quale è il rapporto tra le due valute? Considerando le oscillazioni giornaliere, negli ultimi tempi è stato mediamente il seguente: 1 EURO = 1,1 DOLLARI!!!! Allora ho pensato….ma avremo forse voluto ripetere la famosa storia dello scontro tra David e Golia, il gigante filisteo? Già, come mai una moneta metallica e piccola, vale “nominalmente” di più del famoso “verdone” americano? All’atto pratico tutto questo è vero? Che “peso” diamo noi, nelle nostre tasche, agli “spiccioli” metallici rispetto alla carta moneta? Si perchè tutto questo riguarda il potere d’acquisto, quello che incide tutti i giorni nelle nostre economie “familiari”, fortemente indebolite rispetto ad alcuni anni fa.

Mi pongo allora tre domande alle quali tento di dare una risposta o una possibile spiegazione:

1) Come mai non fu stampata la banconota di 1 EURO visto il diretto confronto con il dollaro?

2) Come mai fu stampata ed è sempre in circolazione la banconota da 500 EURO?

3) Perchè non è possibile fare un passo indietro e sostituire le monete di 1 e 2 EURO con banconote di taglio corrispondente per ridare il giusto “peso” alla nostra valùta?

Per la prima domanda mi vien da pensare …. calcoli dei supertecnici, rapporti di cambio delle ex valute dell’UE, miglior resistenza all’usura (usura non nel senso di prestiti degli strozzini, ma di uso, utilizzo) nella circolazione….. oppure? Un disegno preciso per impoverire le famiglie? A noi italiani che da decenni non eravamo più abituati all’utilizzo dei centesimi, è venuto spontaneo effettuare i dovuti arrotondamenti … che guarda bene, non erano semplici arrotondamenti, MA NUOVI PREZZI AL RIALZO. Ciò fu talmente chiaro, che porto come esempio questo fatto visto al mercato settimanale del mio paese:- ultimi sabati anno 2001…. dei capi di abbigliamento esposti su un ombrello rovesciato e in cima al manico il loro prezzo di  £ 10.000!! Primi sabati del 2002 stesso mercato, stesso commerciante, stessi capi su stesso ombrello, prezzo… € 10.000  Si proprio così … con la correzione visibile, ma …. allora praticamente il cambio, dato non solo in quel mercato, ma in tanti altri servizi, incarichi ecc ecc fu (ed è) 1 EURO = £ 1.000 al posto di 1 EURO = £ 1.936,27 !!! Gli stipendi poi, non seguirono lo stesso iter…..

Per la seconda domanda che mi sono posto, più volte ho pensato che fosse interesse di alcuni, agevolare il riciclaggio di denaro “sporco” con tagli di elevato valore, più facili da trasportare … e basta!! solo da trasportare, ma non da utilizzare; in vita mia in questi primi anni dell’Euro, che io ricordi, credo di aver avuto in tasca solo una volta una banconota da EURO 500… ma non potei utilizzarla in quanto, fatta eccezione per la GDO, non c’erano negozi che avessero denaro disponibile da rendere come resto della spesa, quindi …. andai in banca a fare il cambio come si va per cambiare un assegno!!! Però dico, nell’era della tracciabilità delle transazioni finanziarie, dove ormai si tende a far si che il mezzo di pagamento più diffuso sia la moneta elettronica (anche per ovvie ragioni fiscali), come mai ancora esiste il taglio da 500 EURO?

Ed infine il terzo quesito…. Credo che sia sufficiente un pò di discernimento e di chiara volontà, perchè nulla è definitivo e tutto può essere modificato se il cambio può corrispondere ad una migliore condizione di vita. Riportare le cose al giusto valore a cominciare dalla quantità di denaro che ci portiamo appresso non è un’impresa impossibile. Al termine dello scorso “millennio” uscivo di casa portanto con me, oltre al bancomat, dieci o ventimila lire e qualche moneta… oggi esco con lo stesso valore in monete …. oltre a venti o cinquanta euro, vale a dire da 3 a 5 volte tanto. Ed allora sorrido quando il sabato vado a far la spesa settimanale e, scherzosamente, dico che anche i carrelli del CONAD del nostro paese lo avevano capito da tempo: infatti se introducevi la moneta di 1 EURO nell’apposita fessura per sbloccare la catena che li tiene ancorati…. non succedeva nulla, il carrello non si sganciava; se invece introducevi una moneta di 50 centesimi o meglio ancora, una vecchia moneta di 500 lire funzionava tutto alla perfezione…. poi dopo anni sono stati rinnovati ed ora è tutto adeguato.

Battute a parte (comunque era vero che succedeva questo ai carrelli del Conad) è necessario ridare il giusto valore alle cose. Per esempio un panino in autogrill non può valere e costare 4 Euro = Ex. £ 8.000!!!! Ancor più se parliamo dei prezzi delle abitazioni cresciuti in passato a dismisura e fonte di tante speculazioni e di illeciti guadagni ….

In conclusione? VOGLIAMO LA BANCONOTA DA “UN EURO”!!!!!    1-euro-di-carta.thumbnail Non abbiamo bisogno di altre leggi e regolamenti ecc. Ognuno sa perfettamente come deve agire nella propria coscienza (più o meno retta).

Non voleva essere questa nota, una esaltazione del dollaro sull’euro: QUALUNQUE ESALTAZIONE DEL DENARO NON VIENE DA DIO, MA DAL DEMONIO AL QUALE IL DENARO RENDE AMPIO SERVIZIO. In questo contesto diciamo che anche gli americani un pò di confusione l’hanno avuta al momento di stampare la banconota da “one dollar” perché anche se appare maestosa e simbolica, sul retro sono riportati simboli massonici / esoterici, con al centro la scritta: IN GOD WE TRUST cioè letterale .. in Dio noi ci fidiamo, o confidiamo! … ma vuol dire che ci fidiamo o confidiamo nel Dio
Creatore del cielo e della terra
oppure,  visti i simbolismi riportati ai lati che  …maldestramente e falsamente ci fidiamo delle capacità dell’uomo  e confidiamo nel dio denaro??? (se siamo sinceri con noi stessi questa seconda soluzione è meglio tagliata per noi)

Dice la Scrittura “maledetto l’uomo che confida nell’uomo…”  ed allora, di fronte ai cupi scenari che abbiamo di fronte diciamo in verità “MIO DIO IO CONFIDO IN TE” .

Paolo Moroni