FOR GEN 2015 – 2016

Corso di Formazione per genitori For Gen 2015 2016

promosso dalle Associazioni familiari della Archidiocesi di Perugia Città della Pieve

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Dal primo ottobre riparte il  corso di “Formazione per Genitori – For.Gen.” promosso dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve e realizzato grazie a una pluralità di realtà che, da sempre, si occupano dell’educazione dei giovani e della famiglia:

Il corso, proposto inizialmente da Don Carlo Rocchetta responsabile del Centro familiare “Casa della Tenerezza” all’ Age  Associazioni italiana genitori e all’Agesc Associazione Genitori Scuole Cattoliche, che da anni promuovono iniziative di formazione per genitori ed educatori, è stato infatti organizzato grazie alla fattiva collaborazione dei responsabili dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare, della Scuola di teologia del Centro Leone XIII, dell’ Azione Cattolica Italiana e del Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria.

Il corso è rivolto a tutti i genitori in particolare a quelle coppie che per dare continuità alla loro vocazione di sposi cristiani, desiderano amare ed educare i propri figli sull’esempio dell’Amore di Dio per noi.

Finalità dell’iniziativa infatti è quella di informare, ma soprattutto formare, dare risposte ed indicazioni pratiche alle domande dei genitori circa i comportamenti da assumere con i figli alla luce delle nuove sfide educative  e considerare la Tenerezza di Dio quale guida sicura per educare ad amare e sviluppare relazioni affettive mature.

Il Corso si sviluppa in quattro moduli della durata di un mese ciascuno. Il primo è un modulo introduttivo che orienta e offre punti di riferimento di base a tutto il corso. Gli altri tre moduli sono suddivisi per fasce d’età dei figli e trattano argomenti specifici legati alle esigenze e problematiche tipiche della crescita e del rapporto tra genitori  figli.

Gli incontri sono condotti da esperti che mettono a disposizione dei partecipanti la loro formazione professionale  e la ricchezza della loro esperienza personale realizzata in famiglia o nell’ambito della propria associazione o movimento cattolico.

Ogni modulo prevede tre incontri, uno a settimana il giovedì dalle ore 18,00 alle 20,00 e una giornata di condivisione, la  domenica dalle ore 10,00 alle 17,00  compreso il pranzo comunitario.

Le domeniche caratterizzano il corso poiché offrono l’opportunità  per riflettere e valorizzare il ruolo della mamma, del papà e per confrontarsi sui temi trattati nel corso del modulo.

Il confronto con altri genitori che vivono o hanno già vissuto esperienze simili , è fondamentale per il genitore che spesso si sente solo, non sa come comportarsi o non riesce a trovare un equilibrio con il coniuge o fatica a mantenere la coerenza con i propri intenti di fronte alle richieste dei figli che crescono e alle proposte sempre nuove della nostra società in rapida trasformazione.

L’anno scorso il corso si è svolto tutto a Monte Morcino e ha visto la partecipazione di oltre 60 genitori, quest’anno sarà itinerante poiché ogni modulo si svolgerà in luoghi diversi come da locandina.

E’ possibile partecipare anche ad un solo modulo a seconda dell’età dei figli e non occorre l’iscrizione, ma chi necessita del servizio di baby sitter deve comunicarlo prima di ogni incontro ad Anna Piazza (cell. 347. 9182761 / e-mail: ageperugia@libero.it).

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5 AGOSTO 2015 – XXVI ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

image-14Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.
E avverrà in quel giorno – oracolo del Signore – io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra risponderà con il grano, il vino nuovo e l’olio e questi risponderanno a Izreèl.
Io li seminerò di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata; e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio, ed egli mi dirà: Mio Dio.   (Os. 2,21-25)

Correva l’anno 1989 … già, sono passati ventisei anni (e si vede dalla foto..)!!!

Ventisei anni di vita insieme, mica niente … ventisei anni di avventure, di allegria, di gioie e IMG_20150802_164717sofferenze, di duro lavoro, ma fondamentalmente contenti di ciò che si aveva e si ha e la consapevolezza che Dio è Padre e Padre Buono, che regala solo cose buone ai suoi figli (anche l’olio di ricino quando serve…per curare).

Allora i miracoli esistono….

Si perché io (almeno per me lo posso dire con certezza) tante volte ho remato contro … e ragionandoci un poco sopra … per quale fine? Solo inganno e sappiamo quale è la fonte dell’inganno, chi è il menzognero fin da principio al quale non bisogna dare ascolto, neanche un pò e va combattuto con pazienza e costanza.

E in questo combattimento l’aiuto è arrivato dalla comunità, dalla chiesa che si riunisce nell’ascolto della Parola, nei Sacramenti. Per questo il perdono esiste e lo abbiamo sperimentato, ma solo perché Lui, Gesù, ci ha amati prima di ogni cosa.

E in questa accoglienza di Lui è stato possibile accogliere loro, ciascuno e ciascuna unico ed unica (nel vero senso della parola) in buona sostanza, UNICI e SPECIALI!!fam20.6.2015

… e guarda … anche la più piccola (13 anni) ci ha superato in altezza…. Bene loro devono crescere e noi diminuire …. Ma ancora è questo il “tempo favorevole” e allora … avanti! avanti!

Auguri amore mio, buon cammino!!!!

Ristrutturazione del debito familiare

VADEMECUM PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO SURROGA

Le norme vigenti consentono a tutti coloro che hanno contratto mutui per acquisto o costruzione della prima casa di trasferire ad altra banca, in grado di offrire migliori condizioni economiche, il finanziamento in corso. In questo caso si parla di “SURROGA”. Continua a leggere

Mobilità Umbra su Linee Ferrate

PREMESSA

Trentacinque anni fa ho conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Cortona. Sono stato studente pendolare per cinque anni dal 1975 al 1980 utilizzando il treno locale da Passignano sul Trasimeno a Terontola e da lì gli autobus della LFI per raggiungere la scuola a Cortona.

Molte cose sono cambiate in questi decenni ed oggi gran parte della mobilità di studenti e lavoratori pendolari avviene su strada. Di quando ero studente pendolare ricordo bene i treni di qualità scadente, con vagoni vecchi e sedili in legno … ma ricordo anche che le frequenze dei convogli nei due sensi erano numerose; che le stazioni erano accoglienti, che avevano giardini ben curati e sempre in ordine; che la sala di aspetto era spartana ma luminosa e ben riscaldata nella stagione invernale … che il costo dell’abbonamento era veramente basso e conveniente.

Dico questo perché i miei figli che frequentano le scuole superiori a Perugia, utilizzano esclusivamente il trasporto pubblico su gomma  (in seguito spiegherò il perché …) e la sala d’attesa è il marciapiede a cielo aperto che, nei giorni invernali, non è molto riscaldato e nemmeno tanto confortevole; nei giorni di pioggia mentre attendono l’arrivo degli autobus li ho visti talvolta stipati sotto il terrazzo di un’abitazione vicina il cui proprietario, per gentile concessione, lascia aperto il cancello del cortile e così consente loro di trovar riparo dalle intemperie.

Il costo degli abbonamenti è notevole e il servizio presenta forti limitazioni in fatto di frequenze. Qualunque spostamento o variazione dell’orario delle lezioni determina lunghe attese da parte degli studenti pendolari o la necessità che un genitore effettui il servizio di accompagnamento con la propria automobile, chiaramente a proprie spese e dedicando a questo parte del suo tempo.

Questa è la premessa, ma prima di sviluppare altre considerazioni e proporre possibili miglioramenti, di fronte allo scenario sopra descritto faccio un’amara considerazione:-

  • Siamo arretrati tantissimo! Niente progresso, niente innovazione, niente sviluppo! Anzi abbiamo peggiorato tantissimo in termini di qualità e quantità di offerta ….
  • … e di seguito l’aspetto positivo di questo stato delle cose: da qui si può solo migliorare!

ALTRE CONSIDERAZIONI

La regione Umbria è stata da sempre penalizzata in fatto di infrastrutture e quindi di collegamenti di ogni tipo e non mi compete approfondire le cause che hanno determinato l’attuale situazione.

Provo a considerare la nostra regione come un grande territorio la cui popolazione, che numericamente equivale agli abitanti di alcuni quartieri di Roma messi insieme, ha necessità di spostamenti giornalieri anche notevoli, dato il necessario accentramento della maggior parte dei servizi:  Scuole, Ospedali, uffici di Enti pubblici ecc. ma anche centri di aggregazione, centri commerciali, impianti sportivi, multisale e teatri ecc. e per tutta questa mobilità, la rete stradale risulta al momento la preferita (anche perché non esiste alternativa valida e sostenibile proposta dal trasporto su rotaia) sia a livello privato sia a livello di trasporto pubblico locale.

Purtroppo la nostra rete stradale è messa male anch’essa, carente per estensione e dimensioni, maltenuta e pericolosa. Frequenti sono gli incidenti (anche gravi e mortali) dovuti al dissesto del fondo stradale: gli interventi che vengono posti in essere sono per lo più limitati alla apposizione di nuova segnaletica che indica limiti di velocità inferiori … ma poi di fatto, risulta impossibile percorrere un lungo rettilineo di strada extra urbana a 50Km/ora.

Nelle ore di punta si sviluppano sul raccordo autostradale lunghissime code formate da coloro che debbono raggiungere il capoluogo umbro per lavoro, studio o altro, creando problemi di sicurezza, inquinamento, perdite di tempo, perdite  che generano un costo sociale altissimo e tante volte neppure stimato.

Gli interventi fatti alcuni anni addietro e connessi alla realizzazione del muretto di separazione New Jersey (che tantissime vite ha salvato) portarono alla realizzazione di risicate corsie di emergenza che sono molto pericolose nel caso dovessero servire per vere e proprie emergenze.

Il tracciato del raccordo autostradale Perugia – Bettolle  “R6”,  è oggetto di continui interventi di manutenzione e gli ingorghi di traffico che si sviluppano sono notevoli.

Sul fronte della rete ferroviaria sembra come che il tempo si sia fermato ….. vedi, per esempio, la “casina” della stazione di Ellera – Corciano e … anche se ci metti tutta la buona volontà, non riesci a capire, a comprendere come sia stato possibile che nessun intervento sia stato realizzato per rendere questa struttura funzionale, bella, confortevole, data anche la sua collocazione in area davvero strategica a servizio di una zona commerciale e ludica di prim’ordine.

Anche le altre stazioni delle linea Foligno – Terontola non hanno avuto miglior destino.

Stessa cosa per le stazione della F.C.U. …. che non ho mai frequentato ma, viste dall’esterno, lasciano supporre un’analoga situazione.

IDEE E PROSPETTIVE

Poco tempo fa trovai questa immagine

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Sembra proprio lo schema della classica cartina che rappresenta un rete metropolitana.

Già perché proprio le linee ferrate di R.F.I. e di F.C.U. coprono tutto il territorio regionale. E allora perché le linee secondarie Foligno – Terontola e FCU sembrano quasi in fase di dismissione, considerate quasi “rami secchi” e dove talvolta funziona un servizio sostitutivo di autobus in determinati tratti o periodi? Com’è possibile non utilizzare al meglio una infrastruttura che ESISTE GIA’ e che potrebbe garantire una migliore qualità di vita, di sicurezza, di risparmio per tutti?

E’ vero che sono tutte linee ad unico binario, quindi in gergo tecnico trattasi di circolazione ferroviaria “non banalizzata” (circolazione banalizzata è quella a doppio binario) ma è pur vero che le numerose stazioni presenti sul tracciato, offrono tantissime possibilità di coincidenza.

E perché ad oggi non viene sfruttata questa preziosa risorsa già esistente?

Perché mancano:-

  • corse frequenti dei treni
  • convogli moderni e veloci
  • stazioni moderne, accoglienti e sicure

Perché in definitiva manca la bellezza e l’efficienza e non l’una o l’altra, ma tutte e due insieme.

Passando ad un’impostazione di rete metropolitana, potrebbe benissimo circolare almeno nelle ore di punta un convoglio ogni 30 minuti per ciascun senso di marcia. Allora tutto può diventare più semplice quando sai che, se hai un contrattempo  oppure esci in ritardo dall’ufficio o da scuola, dopo poco tempo puoi salire sul convoglio successivo.

E poi la bellezza attrae e da il gusto di viaggiare (anche per andare al lavoro o a scuola) … con le stazioni rinnovate ed accoglienti a servizio della comunità locale, sicure in quanto presidiate e trafficate, aumentate anche di numero …. Basti pensare che l’attuale percorso ferroviario passa adiacente al centro commerciale di Collestrada (possibile che non si sia mai pensato di realizzare una fermata) al centro commerciale Quasar di Ellera, al lato sud dell’aeroporto internazionale S. Francesco d’Assisi, vicinissimo al presidio ospedaliero di Perugia la cui fermata può essere meglio collegata con l’ospedale, al lato nord dell’industria dolciaria Perugina, su tutto il perimetro del parco sportivo Pian di Massiano. Cito queste aree perché le conosco bene, ma ogni zona della nostra regione ha le sue caratteristiche e potenzialità.

La stazione di Ponte San Giovanni con l’intersezione dei due tracciati Foligno/Terontola e FCU  e la diramazione che porta alla bellissima stazione di S. Anna al centro di Perugia, assumerebbe un ruolo di grande importanza.

In definitiva con corse frequenti si potrebbe anche andare a fare compere ai centri commerciali utilizzando il treno, raggiungere il centro del capoluogo mediante l’interconnessione del minimetrò alla stazione di Perugia Fontivegge, oppure andare  alle multisale di Borgonovo,  Gherlinda, ai plessi sportivi, al planetario,  ecc. tanto per fare alcuni esempi.

A maggior ragione si svilupperebbe la mobilità tra tutti i centri abitati della regione, minori e maggiori …

Il tutto in una forma nuova di mobilità strutturata, fruibile da tutta la popolazione mediante l’utilizzo di tariffe e formule di abbonamento tali da consentire lo spostamento rapido, comodo e conveniente non solo per chi viaggia da solo, ma anche per le famiglie per le quali al momento, non esiste alcun rapporto “diretto” di quoziente familiare – Q.F. – nei trasporti pubblici (solo eventuali agevolazioni a livello di Comune secondo le determinazioni degli indici ISEE) e, della stessa famiglia, un componente paga per uno, tre per tre, quattro per quattro ecc. anche se il reddito che entra in casa è solo di una persona.

Anche il turismo ne trarrebbe ampi benefici e a sua volta potrebbe generare importanti flussi di traffico passeggeri e la regione stessa ne trarrebbe un importante ritorno di immagine.

Il trasporto pubblico su strada dovrebbe essere utilizzato a supporto ed integrazione del trasporto su rotaia in ordine alle zone non raggiunte dai tracciati ferroviari, ne diverrebbe complementare anche per il raggiungimento delle singole stazioni ferroviarie.

I TEMPI, I RISPARMI E LA MIGLIOR QUALITA’ DI VITA

Percorrere, ad esempio,  con convogli ferroviari la distanza di 25 chilometri occorrono poco più di venti minuti, considerando le fermate e le ripartenze; la stessa distanza percorsa con autobus di linea extra urbana viene coperta, secondo il tracciato, da 40 a 75 minuti.

La frequenza di convogli unita ad un’offerta economica conveniente, spingerebbe la popolazione a riprendere l’utilizzo del trasporto pubblico su linee ferrate. Basti pensare quanto risparmio a favore delle famiglie (l’utilizzo di un’auto propria per una persona singola è oltremodo oneroso visto che in relazione ai chilometri percorsi tutti i giorni per recarsi al lavoro, oltre la spesa per il carburante va computata tutta una serie di altri costi che vanno dalle gomme, alla manutenzione, ma anche all’acquisto stesso del veicolo .. )

Di notevole rilievo l’incremento occupazionale con impiego di personale a terra e viaggiante composto in larga misura da giovani motivati.

Già, a questo punto servono dei numeri per supportare quanto descritto. Questo è possibile sviluppando uno studio specifico che non presenta particolari difficoltà posta la conoscenza di determinate specifiche e dotazioni per la circolazione ferroviaria, con appropriate simulazioni in ordine all’offerta e alla fruizione del servizio di mobilità.

Concretamente le linee ferrate Foligno – Terontola e FCU , compreso anche il minimetrò di Perugia in quanto linea ferrata integrata e complementare, potrebbero confluire in unica società che ne curi la manutenzione e l’efficienza e le noleggi a idonea società di gestione gestisca ed operi il traffico dei propri convogli a servizio della comunità regionale, con tariffe ed abbonamenti convenienti.

L’attuale biglietto “Unico Perugia” avvantaggia di fatto solo la fascia urbana circostante al capoluogo. Attualmente per chi arriva da più lontano, da una parte e dall’altra del capoluogo, l’utilizzo del treno comporta o comporterebbe, una somma di abbonamenti: il primo che copre il percorso che va dalla propria residenza fino alla cosiddetta fascia urbana; il secondo che copre tutta la fascia urbana. Attualmente questa situazione, rende di fatto antieconomico l’utilizzo della rete ferroviaria: ecco perché quasi tutti viaggiano con gli autobus extra urbani …

 UNO SGUARDO AL FUTURO:

  • CONNESSIONE A LINEA A.V.
  • COLLEGAMENTO CON SIENA

La direttrice Milano Roma  passa a fianco del lago Trasimeno sia con la così detta “linea lenta” sia con la linea A.V.  – La connessione con tali linee potrebbe derivare da un nuovo tracciato che va da Ellera a Chiusi (in parte già esistito fino alla centrale elettrica di Pietrafitta e poi dismesso).

A Chiusi verrebbe effettuato il raccordo con l’ A.V.  e la connessione con la linea locale che prosegue in direzione Siena e provincia.

CONCLUSIONI

Senza alcuna pretesa, solo con l’intento di un possibile approfondimento per non lasciare andare al declino infrastrutture potenzialmente utili, sicuramente necessarie o proprio indispensabili.

Paolo Moroni

Passignano, 18 marzo 2015

Famiglie economicamente discriminate

Lettere al Direttore

Stavo riflettendo insieme a mia moglie proprio in questi giorni, circa le politiche sociali ed economiche utili alla famiglia, traendo spunto dalle domande per la recezione e l’approfondimento della Relatio Synodi (documento con il quale si è concluso il Sinodo straordinario dei Vescovi su “le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”).

Noi siamo una famiglia numerosa “per grazia, e solo per grazia,  di Dio”:  abbiamo cinque figli e sono anni che combattiamo per “la salvezza” non solo spirituale ma anche economica.

Ho sempre svolto il mio lavoro nell’ambito della fiscalità (imprese e famiglie).

– Non vedo da parte dell’attuale esecutivo né dei precedenti governi,  iniziative tese a favorire politiche sociali ed economiche utili alle famiglie; tanto si è parlato dell’applicazione del quoziente familiare quale sostegno concreto alle necessità materiali; l’applicazione del modello ISEE (devo verificare il nuovo) è carente, difetta completamente nei meccanismi di calcolo e non assolve assolutamente tale compito; è inoltre basato su una gestione complessa che costa molto di più dei benefici poi erogati.

– L’applicazione dell’A.N.F. Assegno Nucleo Familiare quale sostegno al reddito è completamente lontana dalla realtà in cui vivono le famiglie: è come se il legislatore non sapesse di cosa si stia parlando. Infatti al compimento del  18° anno di vita del figlio, cessa l’erogazione di tale sostegno al reddito dei genitori ed anche nell’ipotesi di nuclei familiari con tre o più figli tale limite è portato al compimento del 21° anno di vita: ciò significa che nel momento in cui i genitori hanno maggior bisogno di risorse economiche per poter permettere ai propri figli di portare avanti e completare un appropriato percorso di studio / formazione / università, cessano i sussidi economici. I figli di famiglie non benestanti,  vengono quindi a trovarsi in serie difficoltà, si scoraggiano anche per questa precarietà economica,  oltre al fatto che non c’è lavoro.

La progressione delle tabelle degli stessi A.N.F.  è inoltre completamente inadeguata nella ripartizione delle risorse da erogare, in quanto l’assegno viene corrisposto secondo una scala determinata da un algoritmo decrescente, praticamente proporzionale e che quindi non corrisponde (non da) ai  redditi più bassi  un maggiore ed adeguato  sostentamento economico che possa determinare una migliore qualità di vita.

– La propaganda degli 80 euro (che io credevo fossero corrisposti a settimana  per essere … un po’ significativi,  e non al mese) sono erogati entro limiti stabiliti che non tengono assolutamente conto del quoziente familiare; per sostenere tale concessione inoltre, sono incrementate tantissime altre tasse e spese per servizi; l’Imposta sul Valore Aggiunto, la cui “ratio” è quella colpire il consumatore finale nelle sue spese per i consumi, è stata portata al 22% e dal prossimo 01/01/2016 salirà al 25% qualora (ed appare già certo) non si verifichino determinate condizione delle entrate tributarie. Queste imposte impoveriscono ulteriormente le famiglie.

– Anche un figlio che lavora part-time o a chiamata, magari per mantenersi gli studi, non è più considerato a carico se il suo reddito annuo “LORDO” supera € 2.850 circa. A parte che sarebbe carino capire come una persona possa avere una propria autonomia patrimoniale con € 2.850 annui “lordi” corrispondenti ad un netto di € 180 al mese (€ 180 al mese!! Autonomia patrimoniale = non gravare sulle spalle di qualcun altro …. Capito bene?) c’è da notare che questo limite per essere fiscalmente a carico è fermo dal lontano 1995!!! Cioè 20 anni – mentre fino a quella data veniva adeguato e quindi incrementato di anno in anno: appare chiara o l’ignoranza (ma ci credo  poco) o il totale disinteresse per il sostegno economico della famiglia.

– Mai nulla si è fatto in concreto per tagliare benefici, stipendi e pensioni d’oro (ma cosa mai ci faranno con tutti i soldi già accumulati e con il fiume di denaro che, inarrestabile, continua inesorabile a versarsi nei loro conti correnti bancari).

Netta è la sensazione, almeno si percepisce, che le famiglie con figli siano (e quindi dico: siamo) “economicamente discriminate”…. mentre si parla molto di riconoscimenti di altre forme di famiglia …

– Le difficoltà connesse ad anziani e familiari ammalati  vengono assorbite dalle famiglie che, per atto di fede, accudiscono ed accompagnano i propri cari senza abbandonarli in case di cura o di riposo ma, al contrario,  dedicandogli tempo, attenzioni ed affetto, in buona sostanza a non farli sentire soli; questa è una missione totalmente applicata dalle famiglie cristiane che hanno sperimentato l’amore di Cristo e vivono consapevolmente e pienamente la propria missione.

– Anche il tempo dedicato ai bambini è sempre troppo breve (ecco la sola cosa che rimpiango della vita che ho vissuto fino ad oggi) a causa degli impegni imposti dai ritmi sempre più crescenti che dicevo poco sopra. La rinuncia al lavoro da parte di una mamma, al fine di dedicarsi ad accudire ed educare i propri figli (questo è ciò che ha fatto concretamente mia moglie) risponde unicamente ad una atto di fede reso possibile solamente da una esperienza di fede vissuta in un cammino di formazione permanente alla fede che permette, senza sforzo, di rinunciare ai propri progetti (rinnegare se stessi e prendere ogni giorno la propria croce) per abbracciare quelli di Dio ed immergersi totalmente nella precarietà economica ove però è possibile sperimentare l’azione concreta della divina provvidenza.

Paolo e Serena

Passignano sul Trasimeno (PG)

24/02/2015

Guai allo Stato che consegnerà il suo popolo al fisco. Anno 1956, la profezia (inascoltata) di un grande liberale

Guai allo Stato che consegnerà il suo popolo al fisco. Anno 1956, la profezia (inascoltata) di un grande liberale – http://www.tempi.it/pirenne-stato-popolo-fisco-1956-profezia-liberale