Non è ancora il momento!?

Alcuni giorni fa, in rappresentanza dell’Associazione Familiare Famiglie Numerose, sono stato “audito” presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera del Deputati sulla Proposta di Legge n.687 – Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico, attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi.

Insieme al Forum nazionale delle associazioni familiari, al Movimento italiano genitori (MOIGE), alla Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale (ANFFAS Onlus) e Ai.Bi-Amici dei bambini, abbiamo esposto le nostre opinioni – positive e negative – e lasciato agli atti una breve relazione con allegate diverse tabelle di conteggi. (tralasciando il fatto che all’inizio m’era presa alquanto male entrando in aula ….davanti la commissione, sulla prima di banchi noi con microfoni e ripresi dalle telecamere e dietro deputati e giornalisti…)

Abbiamo contestato una vecchia abitudine italiana che ricalca, salvo pochi casi, la normativa sugli assegni familiari e cioè che ancora una volta si danno (proposta) buoni benefici per i figli a carico fino ai 18 anni e al compimento del 18^ anno questa misura viene ridotta a un terzo! Ma come? Nel momento che un figlio desidera magari prendere parte ad un percorso di studi accademici (che poi questo avviene dopo i 19 anni) master, specializzazioni ecc. E proprio in quel momento (sembra una evento quasi voluto) zac! La scure sui sostegni alla famiglia.

Estratto dalla relazione

…. “ riteniamo che la soglia del 18^ anno di età non possa automaticamente determinare la variazione dell’assegno unico da € 240/mese ad € 80/mese (importi poi variabili in base al reddito….).

Per la nostra esperienza un figlio genera per la famiglia un impegno differente per fasce di età (in questo contesto stiamo affrontando aspetti economici e di conseguenza finanziari, tralasciando tutto il resto):

  • 0 / 3 anni            – impegno finanziario rilevante per la frequentazione di asili nido – alimenti ecc
  • 3 / 14 anni          – impegno finanziario medio
  • 14/19 anni          – impegno finanziario rilevante per la frequenza di scuole superiori
  • 19/25 anni          – impegno finanziario altamente rilevante in caso di studi accademici in sede e a maggior ragione fuori sede e specializzazioni connesse.

E’ certamente difficile rapportare un’unica misura alle diverse fasce di età ma, è chiaro che la soglia dei 18 anni non può assolutamente rappresentare una sforbiciata all’importo dell’assegno unico … semmai dovrebbe determinarne un consistente incremento “…..

Ma io mi domando: Coloro che hanno scritto la proposta di legge hanno pensato a questo? Oppure, oppure ….. stop! sto pensando male!

Dal punto di vista tecnico abbiamo evidenziato, con calcoli di confronto, come la nuova norma può dare giovamento a famiglie con 1 o 2 figli ma è completamente negativa per le famiglie con più figli e ancor più con figli a carico studenti maggiorenni e dato che per questi casi (tantissimi) “dovrebbe “ essere prevista una clausola di salvaguardia, si andrà ad applicare la vecchia normativa, cioè non cambia nulla.

Non ci siamo soffermati solo sulle richieste ma abbiamo anche dato spunti per le coperture finanziarie. L’assegno unico, se efficace, è veramente una buona proposta perché finalmente va contro le tipiche norme complicate all’italiana dove, alla fine, costa più la struttura che il bene elargito. Però, purtroppo, mancano i soldi. E quello che deve rappresentare un’emergenza assoluta (nella relazione abbiamo descritto il crollo delle nascite come un’annunciata “catastrofe sociale) di fatto passa in secondo ordine e quanto meno slitta nei tempi di attuazione; tecnicamente direi quasi d’obbligo, qui si parla di un progetto di legge che come tale ha tempi lunghi. Doveva essere portato subito in finanziaria ma non ci sono i tempi per mettere a punto un riforma estremamente complessa e quindi, al meglio, sarà portato come collegato alla finanziaria in modo da avere sei mesi di tempo in più.

Tutto giusto ma in sintesi la famiglia passa ancora in secondo piano.

A onor del vero volevo far presente che anche la “flat-tax” così come proposta dal precedente governo andava a danneggiare le famiglie numerose!! … quasi da pensare: nulla di nuovo sotto il sole….

Tutto questo perché da anni o forse da sempre, sono disattesi completamente due importanti articoli della Costituzione della Repubblica Italiana.

Articolo 31: “La Repubblica Italiana agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famigli numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”

Applicazione concreta: revisione e forte potenziamento degli assegni familiari

Articolo 53: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”

Applicazione concreta: applicazione della tassazione in base al quoziente familiare e non su base individuale.

Sono solo queste due cose da applicare senza tanti meccanismi di calcolo astrusi e complessi.

Solo che non lo si vuole. Perché la famiglia più è debole meglio è. E sta progressivamente indebolendosi. Il rischio povertà per famiglie numerose è oltre il 33% il rischio di grave deprivazione oltre il 15%.

Che fare ora? Ciò che abbiamo sempre fatto. Non ci stancheremo mai di chiedere, proporre, collaborare per il bene comune. Qualcuno ci prenderà sul serio e ci ascolterà. E per il momento presente? Attendere e sperare che arrivino presto, molto presto, i tempi favorevoli.

Quindi per oggi e per sempre …

Mt 6,25-34 “ Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.”

Questo è il messaggio del Capo! Ci appelliamo a Lui! Si può fare, è gratis e pacifica molto!

A presto!

Paolo Moroni

TE DEUM LAUDAMUS

Te Deum laudamus per il dono della vita!

Non è un modo di dire e mai più di quest’anno trascorso, abbiamo visto da vicino questo dono, il più delle volte dato per scontato.

Abbiamo passato il primo giorno dell’anno in terapia intensiva dove stava ricoverato un nostro figlio, lottando tra vita e morte. Nell’angoscia del viaggio, nei dubbi, nelle paure che ci assalivano, arrivammo al Trauma Center accolti dai dottori che, senza trascurare alcun dettaglio, ci hanno fornito ogni spiegazione sulle terapie applicate, come avvenisse  la somministrazione dei farmaci, controllati da un’infinità di apparecchiature elettroniche, computer, monitor, telecamere, in un intreccio incredibile di tubi e tubicini, tutto a difesa della “vita”. Poi le ulteriori complicazioni, grazie a Dio superate. E due giorni e due notti senza dormire, mangiare … Ecco, in quella situazione abbiamo potuto vedere visto con chiarezza tre cose:

  • Vita e morte che si sono affrontante come in un combattimento continuo
  • La scienza medica che ha dato il meglio di se stessa in termini persone, risorse tecnologiche, scientifiche
  • Il limite della finitezza umana.

Te Deum laudamus per il risveglio dal coma, avvenuto dopo qualche giorno, non senza fatiche e dolori, e che abbiamo visto proprio come una “risurrezione della carne”

Te Deum laudamus per i nostri figli che hanno dato il meglio di loro, per ogni servizio necessario – sarebbe una lista lunghissima di azioni e servizi che hanno svolto in quei giorni – senza che gli avessimo mai chiesto qualcosa, ognuno sapeva già ciò che poteva e doveva fare … C’è stata nella famiglia un’unità senza precedenti

Te Deum laudamus per fratelli e sorelle, di carne e di fede, presbiteri ed ordini religiosi, comunità e movimenti, amici vicini e lontani che in ogni parte d’Italia ed oltre si sono stretti in preghiera, in digiuni, testimonianza di un affetto che va oltre il semplice “volersi bene” che già è molto, ma che in questa situazione si è reso visibile come il soffrire con chi soffre, piangere con chi piange, ridere (al risveglio) con chi ride, unità di cuori che solo lo Spirito Santo può generare ed alimentare e che ha mostrato in concreto cosa è “la comunione dei santi” 

Te Deum laudamus per i medici del Trauma Center dell’ospedale Careggi di Firenze che con professionalità e dedizione totale hanno prestato il loro servizio, la loro professionalità, ma ancor prima la loro vita, sì da far presente la Parola del Siracide che recita: “Onora il medico come si deve secondo il bisogno, anch’egli è stato creato dal Signore. Dall’Altissimo viene la guarigione, anche dal re egli riceve doni. La scienza del medico lo fa procedere a testa alta, egli è ammirato anche tra i grandi.
Il Signore ha creato medicamenti dalla terra, l’uomo assennato non li disprezza.
L’acqua non fu forse resa dolce per mezzo di un legno, per rendere evidente la potenza di lui?
Dio ha dato agli uomini la scienza perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie.
Con esse il medico cura ed elimina il dolore e il farmacista prepara le miscele.
Non verranno meno le sue opere!Da lui proviene il benessere sulla terra.
Figlio, non avvilirti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarirà.
Purìficati, lavati le mani; monda il cuore da ogni peccato.
Offri incenso e un memoriale di fior di farina e sacrifici pingui secondo le tue possibilità.
Fà poi passare il medico – il Signore ha creato anche lui – non stia lontano da te, poiché ne hai bisogno.
Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani.
Anch’essi pregano il Signore perché li guidi felicemente ad alleviare la malattia e a risanarla, perché il malato ritorni alla vita”

Ecco, tutto questo già ci sarebbe bastato “ma bisognava far festa e rallegrarsi perché questo figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”

E poi i regali di ogni giorno, senza numeri.  

Te Deum laudamus anche per i piccoli figli spirituali che ci hai concesso di preparare nei due anni trascorsi ed accompagnarli con i loro genitori a ricevere il sacramento della Prima Comunione

Te Deum  laudamus per il campo estivo vissuto con i bambini e ragazzi di comunione e cresima, per il quale eravamo “sufficientemente” terrorizzati data la loro età, ma che poi si è rivelata una magnifica esperienza e tutto è andato per il meglio

Te Deum laudamus per Il pellegrinaggio a Roma, accompagnando giovani all’incontro con il Papa al Circo Massimo, passando per i luoghi di San Benedetto, vivendo momenti di profonda verità

Te Deum laudamus per la possibilità di trascorrere nuovamente qualche giorno a Venezia, nostra città amata (dove speriamo di poter tornare a far visita …)

Te Deum laudamus per il ritiro di inizio corso con la nostra comunità ed anche il ringraziare Dio per i 50 anni del cammino neocatecumenale … che ci fa bene e ci aiuta

Te Deum laudamus per il lavoro che ci hai mantenuto anche per questo anno (sempre più difficile e faticoso)

Te Deum laudamus, questa la dico a denti stretti, per la precarietà economica che è ormai diventata una costante nella nostra famiglia (a volte accetto la situazione, a volte no); io vorrei tanto avere un conto in banca corposo e un fisico asciutto ed invece anche per quest’anno le due condizioni si sono invertite e comunque, anche se “gli atti non son belli” … mai perdere la speranza!  

Te Deum laudamus per tutto ciò che è successo e non ricordo ma, in buona sostanza, TE DEUM LAUDAMUS perché ci hai creati e quello che ci dai da vivere è perché veramente ci vuoi bene!!! Donaci l’occhio della fede a noi e ai nostri figli per vedere costantemente la tua opera.

Te Deum laudamus per Serena, per il nostro ventinovesimo anniversario di matrimonio, sposa perfetta (con imperfezioni …) che ammiro tanto (purtroppo non glielo dico) che dopo tutto quello che ha dato per la famiglia – la sua vita –  mi ha regalato per il 2019 questo Te Deum, affinché io possa annotare giorno per giorno le Grazie divine e non possa poi lamentarmi con la scusa di essere, come lo sono,  alquanto smemorato! …. Ti Amo!

dav

BETLEMME HA RIAPERTO L’EDEN

betlemme

Betlemme ha riaperto l’Eden, vedremo come. Abbiamo trovato le delizie in un luogo nascosto, nella grotta riprenderemo i beni del paradiso. Là, è apparsa la radice da nessuno innaffiata da cui è fiorito il perdono. Là, si è rinvenuto il pozzo da nessuno scavato, dove un tempo Davide ebbe desiderio di bere. Là, una vergine, con il suo parto ha subito estinto la sete di Adamo e la sete di Davide. Affrettiamoci dunque verso quel luogo dove è nato, piccolo bambino, il Dio che è prima dei secoli. Il padre della madre è, per sua libera scelta, divenuto suo figlio; il salvatore dei neonati è un neonato egli stesso, coricato in una mangiatoia. Sua madre lo contempla e gli dice: «Dimmi, figlio mio, come sei stato seminato in me, come sei stato formato? Io ti vedo, o carne mia, con stupore, poiché il mio seno è pieno di latte e non ho avuto uno sposo; ti vedo avvolto in panni, ed ecco che il sigillo della mia verginità è sempre intatto: sei tu infatti che l’hai custodito quando ti sei degnato di venire al mondo, bambino mio, Dio [che sei] prima dei secoli». (Romano il Melode, Carme 10, Proemio 1,2)

Proprio questo è lo stupore …“un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.

Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre”

Ora e per sempre, dice il profeta Isaia, quindi pure oggi, in questa santa notte la profezia si rinnova e la Parola si “compie” cioè si realizza. E la pace può regnare perché il nemico è stato sconfitto non con armi o potenti eserciti ma, e solo, per la forza irresistibile del Santo d’Israele, Benedetto Egli sia. Isaia in questo annuncio ricorda il tempo dei giudici di Israele ove Gedeone affronta con 300 combattenti l’esercito nemico dei Madianiti e vince proprio con questi 300 uomini armati di …. trombe, fiaccole e brocche … in poche parole la battaglia contro Madian è un avvenimento che mostra la “gratuità” dell’intervento di Dio Padre a favore del proprio popolo eletto, di noi – nuovo Israele – con i nostri dubbi e le nostre incredulità costanti.

E Madian è simbolo del nostro peccato, si proprio quello che è come una “spina al fianco” (ognuno ha la propria spina) con la missione di tormentare la nostra vita.

Ma i “trecento”, questo piccolo esercito, può essere proprio la comunità (con le sue chitarre e tutti gli strumenti musicali possibili – anzi cantori e musici, come dice la Scrittura, diamoci sotto a cantare con arte inni e cantici spirituali) perché in tante situazioni, da soli contro il nemico non ce la possiamo fare. E’ così, abbiamo necessità di una chiesa, di una comunità, anche scalcinata, ma che ci sia.

Nei ritiri di inizio corso è stata annunciata una parola molto chiara:

Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. 

Per questo Cristo ci esorta: Lasciatevi guidare dallo Spirito!

Come dice il salmista: … ma ho placato ed acquietato la mia anima, come un bimbo in braccio a sua madre.

E questo per vivere il mistero cristiano di cui parla la lettera a Diogneto:

I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita.

A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. L’anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel mondo, ma la loro religione è invisibile. La carne odia l’anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria, perché impedisce di prendersi dei piaceri; il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri. L’anima ama la carne che la odia e le membra; anche i cristiani amano coloro che li odiano. L’anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. L’anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l’incorruttibilità nei cieli. Maltrattata nei cibi e nelle bevande l’anima si raffina; anche i cristiani maltrattati, ogni giorno più si moltiplicano. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare.

Può sembrare strano ma questo posto è l’Eden, il Paradiso Terrestre che Betlemme ha riaperto.

A TUTTI, BUON NATALE!

FIGLI MAGGIORENNI … FIGLI DI UN DIO MINORE

Perché quando si parla di politiche familiari i pochi e scarsi sussidi – attuali o promessi – riguardano sempre e solo figli minorenni?

Nello specifico, perché c’è chi annuncia a gran voce di corrispondere 80 euro per ogni figlio, ma solamente fino al compimento del 18^ anno di età? E dopo?

Perché la “carta famiglia” di sofferta attuazione e che prevede sconti presso esercizi convenzionati, è rilasciata solo in presenza di tre figli “minori” nel nucleo familiare? Ma i maggiorenni a carico e che studiano, forse non spendono?

Perché gli assegni familiari che purtroppo rappresentano un palliativo di misure a sostegno del reddito familiare, vengono corrisposti ai nuclei con figli minori (salvo alcune eccezioni e comunque fino al 21^ anno di età)?

Perché nel mese di settembre 2017 il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, a margine della sua paincredibile ma verortecipazione al Forum Ambrosetti di Cernobbio, alla domanda sul perché gli studenti italiani siano al penultimo posto in Europa nel numero di coloro che conseguono la laurea, ha risposto così: “Una delle cause maggiori è la provenienza delle famiglie, a basso reddito che spingono poco per la formazione universitaria di alto livello” ….. CIOE’ …………….. INCREDIBILE!! ….. Ma grazie!!! E allora perché quei pochi e scarsi sussidi a sostegno del reddito familiare si interrompono al compimento del 18^ anno di età del figlio? Cioè perché un figlio maggiorenne che studia in un corso universitario (quindi fino ai 24 o 25 anni ….) di fatto “scompare” dal nucleo familiare cui appartiene, con la conseguenza che il padre (o la madre) non riceva più gli stessi sussidi, ancorché pochi, di quando era minorenne? In concreto un figlio maggiorenne non costa (brutta parola) forse di più di quando aveva pochi anni? Abbonamenti, libri, trasferte, un po’ di autonomia per vita sociale ….. Si, si, ma può mantenersi con qualche piccolo lavoro part time …

E allora perché un figlio maggiorenne che lavori in forma precaria e parziale al fine di mantenersi gli studi, debba essere considerato non più a carico se il suo reddito “lordo” supera euro 2.840? E perché questo limite risale al lontano anno 1995 senza aver avuto nel tempo alcun adeguamento. E perché nell’ultima legge di bilancio, dopo tantissime pressioni, questo limite è stato adeguato ad euro 4.000 ma a partire dal 1^ gennaio 2019! Ma che paura di accordarlo da subito …. A parte il fatto che se prendi le tabelle ISTAT l’adeguamento dovrebbe essere portato ad euro 4.400 ….

E poi basta bonus! A chiunque vinca le elezioni, anche se personalmente spero una certa parte, chiedo una politica familiare seria e strutturata e una tassazione “orizzontale” cioè che faccia riferimento alla composizione del nucleo familiare, senza balzelli o piccoli contentini, senza la “paura” dover di sostenere troppo le famiglie … tante volte si corresse il rischio di farle star bene economicamente! Guardate miei cari che il ritorno per le casse del nostro Stato non sarà probabile, ma garantito! E maggiore!!!

Ecco, per concludere volevo dire che nel giugno dello scorso anno, intervenendo ad un convegno dal titolo “famiglia welfare d’Italia” a nome dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose (noi abbiamo cinque figli) in premessa dissi che il fatto di avere molti figli è stato sicuramente un dono di Dio, ma in concreto ha rappresentato per noi una “libera scelta di fede” senza guardare alle politiche familiari latitanti, scelta maturata proprio in un cammino di fede, appoggiando il tutto sull’unico Datore di Vita che si è manifestato in ciò che ci era necessario mediante la sua Divina Provvidenza, per davvero non per finta!

Ecco, in buona sostanza andrò a votare per difendere la vita e la famiglia! Mai perdere la speranza!

Natale 2017

Il nostro Salvatore, carissimi, OGGI è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti.

Esulti il santo, perché si avvicina al premio

Gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono

Riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.

(Dai discorsi di san Leone Magno, papa)

E qui ci ritroviamo tutti:

  • Possiamo esultare come santi, certamente, che non vuol dire perfetti o perfettini, ma “diversi” dal pensiero del mondo perché in cammino di conversione con lo sguardo rivolto al cielo;
  • Possiamo gioire come peccatori proprio per il perdono che ci viene offerto;
  • Possiamo riprendere il coraggio quando abbiamo il “cuore pagano”, “mentalità pagana” perché la chiesa “madre” ci aiuta e ci chiama alla vita.

Quindi: Esultanza, gioia, coraggio. E la parola scrutata nei ritiri di inizio corso (che per me – ma credo per tutti – rappresenta la guida dell’anno o cosiddetto corso … appunto) ci annuncia un tempo favorevole che sembra voler intromettersi prepotentemente tra i “giorni cattivi” di cui parlano gli apostoli nelle loro lettere e che stiamo nuovamente vivendo:

….” Egli dice infatti: al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso.

Ecco ora il momento favorevole

Ecco ora il giorno della salvezza”….

I tempi sono cattivi oggi come erano già cattivi nella chiesa primitiva e come saranno sempre cattivi ogniqualvolta verrà negata l’esistenza di Dio; il “tempo favorevole” lo abbiamo già a disposizione “OGGI” nel cammino delle nostre comunità.

Possiamo quindi esultare, gioire, avere coraggio, anche nelle contrarietà e vedere che, nonostante tutto, possiamo combattere contro il grande nemico aiutandoci l’un l’altro, accogliendo l’invito che ci rivolge la lettera agli Ebrei … “Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo OGGI perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato”.

Viene in nostro aiuto la comunità dei fratelli che pur debole, zoppicante, imperfetta, peccatrice (il sostantivo racchiude una varietà impressionante di atti contrari alla volontà di Dio) vuol far presente e portare nel nostro quartiere, nel nostro paese, nella nostra città, l’annuncio e la testimonianza di Gesù Cristo “vivente”.

Un anno di grazia si chiude e si va aprendo un nuovo “ANNO DOMINI” che vedrà il giubileo del cammino neocatecumenale, i 50 anni di questo dono tra i doni che lo Spirito Santo ha elargito alla sua Chiesa. E sarà festa grande!!!

L’altro giorno leggevo ciò che scrisse nell’anno 1969 Joseph Ratzinger che profeticamente intravide la situazione attuale: “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza………. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto. A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, che ha già fatto fallimento con Gobel, ma la Chiesa della fede. Certo essa non sarà mai più la forza dominante della società, nella misura in cui lo era fino a poco tempo fa. Ma la chiesa conoscerà una nuova fioritura ed apparirà agli uomini come la patria, che ad essi dà vita e speranza oltre la morte”.

Come sole che sorge,

come sposo dal talamo,

Dio viene a salvarci.

O luce, che risplende

nella notte del mondo,

vinci le nostre tenebre.

O Gesù, re di gloria,

mediatore per gli uomini,

da’ il perdono e la pace.

Buon Natale 2017

Paolo Moroni

CRISI, UNIMPRESA: LE FAMIGLIE NON SPENDONO

20170814_092023Vabbè è la vigilia di ferragosto e ancor prima la memoria di San Massimiliano Kolbe e vigilia della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria….

Scorrendo per caso il televideo rimango perplesso nel leggere questa notizia (vedi immagine nel riquadro)…

Per favore, le informazioni siano complete e soprattutto le analisi e/o i commenti guardino la realtà. Dunque: Boom dei depositi in conto corrente, le aziende però non investono e le famiglie non spendono ma preferiscono accumulare….? (quali famiglie?) .. e il denaro non circola.

Non è che la crisi spaventa gli italiani, il che in parte è pur vero, e quindi il denaro non circola, è che tale denaro risulta accumulato e continua ad accumularsi nelle tasche di pochi; il denaro non circola perché la stragrande maggioranza delle famiglie, e non solamente le famiglie numerose, non ha proprio risorse sufficienti da destinare ai consumi alle cure, alla formazione ….. e molte di queste nemmeno per i consumi di beni primari. E le famiglie (poche) che riescono ad accumulare soldi, hanno probabilmente già soddisfatto le proprie necessità di beni primari, secondari ecc.

Conseguentemente venendo a mancare i consumi nemmeno le aziende provvedono ad investire e quindi nemmeno ad assumere personale, e se lo fanno sfruttano in maniera talvolta indegna la forza lavoro con turni impossibili, basse retribuzioni, e al meglio applicando contratti a tempo determinato.

E’ quindi totalmente fuorviante il dato “generico” che le famiglie non spendono e preferiscono “accumulare” per paura della crisi….

Vicepresidente di Unimpresa e giornalista che ha esteso la notizia: fornite per cortesia i dati completi con le percentuali di queste famiglie che hanno la possibilità di accumulare!

Speriamo che la prossima conferenza nazionale della famiglia del 28 e 29 settembre prossimi, guardi veramente i dati reali e ponga le basi non per le solite chiacchiere e la consueta pacca sulla spalla, ma per l’applicazione concreta del “quoziente familiare” per la parte relativa alla fiscalità, e “previdenziale” per la parte relativa alle misure a sostegno del reddito, come peraltro già da tantissimo tempo avviene in altri stati europei……. Si può dire “E’ l’Europa che ce lo chiede?”

Si perché il formare famiglia è prima di tutto una scelta di fede (e la divina provvidenza funziona veramente), ma non può essere considerato necessariamente un atto eroico, anche per i benefici che la famiglia stessa apporta alla società.

Ricordo che Papa Giovanni Paolo II gridava: “famiglia tu sei gaudium et spes!”

Diceva anche Papa Benedetto XIV^ in occasione della festa dell’Assunta: Questa festa parla del nostro futuro e ci invita ad avere coraggio, a credere che la potenza della Risurrezione di Cristo può operare anche in noi e renderci uomini e donne che ogni giorno cercano di vivere da risorti, portando nell’oscurità del male che c’è nel mondo, la luce del bene.

Buona festa dell’Assunta

DATE A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE (anche troppo…) E QUOZIENTE FAMILIARE

bilancio-comune

Animato il dibattito in questi ultimi giorni se procedere con un aggravio dell’aliquota IVA oppure mantenere quella attuale (tra le più alte in Europa)…. Chi dice si, si deve fare per gli impegni presi con l’Europa relativamente al risanamento dei conti pubblici e chi dice no per le conseguenze nefaste su un’economia in ristagno.

Ristagno perche se ci si gloria (io no) che il PIL aumenta dello 0,8% o forse più – sempre sperando corretti i calcoli ISTAT – il problema è che:

– il 40% dei giovani non lavora

– le famiglie sono sempre più penalizzate ed aumentano quelle che scivolano nella fascia povertà

– 700.000 pensionati percepiscono pensioni d’oro (dopo aver percepito stipendi d’oro – buonuscite d’oro) con un costo pari a quello di oltre 7.000.000 di pensionati….

Pochi giorni fa il ministro dell’economia era favorevole per l’aumento dell’IVA: “L’idea è quella di scambiare l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto con un taglio al cuneo fiscale: Lo scambio tra Iva e cuneo fiscale (cuneo fiscale = meno imposte e contributi sul costo del lavoro) è una forma di svalutazione interna che beneficia le imprese esportatrici, che sono anche le più competitive, le quali non possono più avvantaggiarsi del tasso di cambio.”

Poi un dietrofront improvviso:  “L’intendimento del governo nell’impostazione della prossima legge di bilancio prevede di escludere l’aumento dell’Iva“, ha spiegato il ministro del Tesoro in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il governo, pare e dico pare, non intende aumentare l’Iva nel 2018: il rialzo sarà sostituito “con altre misure, sul lato delle spese e sul lato delle entrate” per disinnescare le clausole di salvaguardia (15 miliardi solo nel 2017) ma il ministro non è in grado di dire con quali misure “perché ancora non se ne è parlato”.

In buona sostanza il governo dovrebbe recuperare quella montagna di miliardi per evitare che, appunto dal 2018, l’aliquota Iva del 10 passi al 13 e quella del 22 al 25 per cento.

Per inciso l’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria costa alle famiglie italiane circa 4 miliardi di Euro e l’eventuale aumento dell’Iva condizionerebbe negativamente i consumi interni e conseguentemente tutta l’economia, penalizzando in particolar modo le famiglie meno abbienti“.

Forse i nostri governanti dimenticano quale sia la “RATIO” del tributo I.V.A. (Imposta sul Valore Aggiunto):

– E’ un’imposta sulle attività

– E’ un’imposta sullo scambio

– E’ un imposta sul consumo

pertanto oltre a colpire il valore aggiunto di ogni fase produttiva, è il consumatore finale (noi tutti) il soggetto inciso dal tributo.

Di conseguenza tutti, ricchi e poveri, pagano la stessa imposta sull’acquisto di un Kg di pasta o di un capo di vestiario con il risultato che per il ricco l’IVA è ininfluente (e poi il povero non è detto che riesca a comprare un capo di vestiario) e per questo motivo non possiamo confrontarci con Svezia e Finlandia dove l’aliquota ordinaria è più alta che da noi ma dove il reddito pro-capite è più alto e sostanzialmente esteso a tutta la popolazione.

E poi il problema dell’evasione: un innalzamento delle aliquote IVA danno una forte spinta all’evasione…. almeno fintanto che la moneta contante venga sostituita in toto dalla moneta elettronica.

E poi perché non si parla mai di come poter operare una diminuzione, cioè di riportare l’aliquota ordinaria al 20% (come in Francia – in Germania è del 19%)

Esiste questa possibilità solo in un modo:

– APPLICARE UN “SERIO” QUOZIENTE FAMILIARE E UNA RIQUALIFICAZIONE DEGLI ASSGNI FAMILIARI ADEGUATI NELLA LORO ENTITA’ E NEL TEMPO DI SPETTANZA”

…. tutto il resto sono chiacchiere e solo chiacchiere.

Solo il trasferimento di soldi alle famiglie può dare la spinta ai consumi e quindi all’incremento delle entrate IVA (anche con aliquote più basse) all’aumento dell’occupazione, all’incremento delle entrate da Imposte Dirette sul Reddito e, a ricaduta, portare alla riduzione del deficit pubblico.

Questa non è fantasia, è economia politica, ma ai grandi della cosiddetta “aristocrazia finanziaria” che si sono infiltrati nei nostri governi pare che questo non interessi più.

Infatti tutto è già scritto nei Vangeli:

…”Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti”….

Questo fatto fa riferimento ad un avvenimento storico, riportato dal profeta Daniele, riguardante la profanazione del tempio di Gerusalemme da parte del re siro Antioco IV Epifane, il quale nel 167 a.C. aveva fatto insediare sull’altare degli olocausti, la statua di Zeus Olimpio, dissacrando così  l’area Santa.

Dunque questo idolo posto nel cuore del tempio di Gerusalemme, rappresenta il denaro, la fama, il potere, che si è insediato nel cuore dell’uomo e lo contamina e lo domina nelle sue decisioni e lo acceca facendo prevalere solo il proprio egoismo.

E le conseguenze sono evidenti e i tempi sono veramente difficili, ma a noi cristiani è dato il potere camminare sui carboni ardenti tenendo lo sguardo fisso verso Gesù Cristo risorto dai morti; a noi cristiani spetta anche il compito di distruggere gli idoli (non le persone).

…… E ALLA FINE ….. D.L. 50/2017 DEL 24/04/2017 IN GAZZETTA UFFICIALE LO STESSO GIORNO ……

SCRUTATIO IVA

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: