Guai allo Stato che consegnerà il suo popolo al fisco. Anno 1956, la profezia (inascoltata) di un grande liberale

Guai allo Stato che consegnerà il suo popolo al fisco. Anno 1956, la profezia (inascoltata) di un grande liberale – http://www.tempi.it/pirenne-stato-popolo-fisco-1956-profezia-liberale

I carrelli del CONAD di Passignano lo avevano capito da tempo …..

Qualche tempo fa ritrovai in un mobile di casa, alcuni dollari rimasti da un viaggio fatto in Israele. Superato il ricordo dei bellissimi luoghi visitati e di tutto il vissuto di quei giorni (esperienza unica nel suo genere che consiglio caldamente a tutti), mi sono soffermato ad osservare attentamente la banconota da ONE DOLLAR ed immediatamente mi è venuto spontaneo fare il confronto con la nostra “moneta” da UN EURO……  (Vedi Foto)  20130403_135115

A colpo d’occhio la moneta sembra qualcosa di poco, uno spicciolo, rispetto alla banconota del dollaro statunitense … ma quale è il rapporto tra le due valute? Considerando le oscillazioni giornaliere, negli ultimi tempi è stato mediamente il seguente: 1 EURO = 1,1 DOLLARI!!!! Allora ho pensato….ma avremo forse voluto ripetere la famosa storia dello scontro tra David e Golia, il gigante filisteo? Già, come mai una moneta metallica e piccola, vale “nominalmente” di più del famoso “verdone” americano? All’atto pratico tutto questo è vero? Che “peso” diamo noi, nelle nostre tasche, agli “spiccioli” metallici rispetto alla carta moneta? Si perchè tutto questo riguarda il potere d’acquisto, quello che incide tutti i giorni nelle nostre economie “familiari”, fortemente indebolite rispetto ad alcuni anni fa.

Mi pongo allora tre domande alle quali tento di dare una risposta o una possibile spiegazione:

1) Come mai non fu stampata la banconota di 1 EURO visto il diretto confronto con il dollaro?

2) Come mai fu stampata ed è sempre in circolazione la banconota da 500 EURO?

3) Perchè non è possibile fare un passo indietro e sostituire le monete di 1 e 2 EURO con banconote di taglio corrispondente per ridare il giusto “peso” alla nostra valùta?

Per la prima domanda mi vien da pensare …. calcoli dei supertecnici, rapporti di cambio delle ex valute dell’UE, miglior resistenza all’usura (usura non nel senso di prestiti degli strozzini, ma di uso, utilizzo) nella circolazione….. oppure? Un disegno preciso per impoverire le famiglie? A noi italiani che da decenni non eravamo più abituati all’utilizzo dei centesimi, è venuto spontaneo effettuare i dovuti arrotondamenti … che guarda bene, non erano semplici arrotondamenti, MA NUOVI PREZZI AL RIALZO. Ciò fu talmente chiaro, che porto come esempio questo fatto visto al mercato settimanale del mio paese:- ultimi sabati anno 2001…. dei capi di abbigliamento esposti su un ombrello rovesciato e in cima al manico il loro prezzo di  £ 10.000!! Primi sabati del 2002 stesso mercato, stesso commerciante, stessi capi su stesso ombrello, prezzo… € 10.000  Si proprio così … con la correzione visibile, ma …. allora praticamente il cambio, dato non solo in quel mercato, ma in tanti altri servizi, incarichi ecc ecc fu (ed è) 1 EURO = £ 1.000 al posto di 1 EURO = £ 1.936,27 !!! Gli stipendi poi, non seguirono lo stesso iter…..

Per la seconda domanda che mi sono posto, più volte ho pensato che fosse interesse di alcuni, agevolare il riciclaggio di denaro “sporco” con tagli di elevato valore, più facili da trasportare … e basta!! solo da trasportare, ma non da utilizzare; in vita mia in questi primi anni dell’Euro, che io ricordi, credo di aver avuto in tasca solo una volta una banconota da EURO 500… ma non potei utilizzarla in quanto, fatta eccezione per la GDO, non c’erano negozi che avessero denaro disponibile da rendere come resto della spesa, quindi …. andai in banca a fare il cambio come si va per cambiare un assegno!!! Però dico, nell’era della tracciabilità delle transazioni finanziarie, dove ormai si tende a far si che il mezzo di pagamento più diffuso sia la moneta elettronica (anche per ovvie ragioni fiscali), come mai ancora esiste il taglio da 500 EURO?

Ed infine il terzo quesito…. Credo che sia sufficiente un pò di discernimento e di chiara volontà, perchè nulla è definitivo e tutto può essere modificato se il cambio può corrispondere ad una migliore condizione di vita. Riportare le cose al giusto valore a cominciare dalla quantità di denaro che ci portiamo appresso non è un’impresa impossibile. Al termine dello scorso “millennio” uscivo di casa portanto con me, oltre al bancomat, dieci o ventimila lire e qualche moneta… oggi esco con lo stesso valore in monete …. oltre a venti o cinquanta euro, vale a dire da 3 a 5 volte tanto. Ed allora sorrido quando il sabato vado a far la spesa settimanale e, scherzosamente, dico che anche i carrelli del CONAD del nostro paese lo avevano capito da tempo: infatti se introducevi la moneta di 1 EURO nell’apposita fessura per sbloccare la catena che li tiene ancorati…. non succedeva nulla, il carrello non si sganciava; se invece introducevi una moneta di 50 centesimi o meglio ancora, una vecchia moneta di 500 lire funzionava tutto alla perfezione…. poi dopo anni sono stati rinnovati ed ora è tutto adeguato.

Battute a parte (comunque era vero che succedeva questo ai carrelli del Conad) è necessario ridare il giusto valore alle cose. Per esempio un panino in autogrill non può valere e costare 4 Euro = Ex. £ 8.000!!!! Ancor più se parliamo dei prezzi delle abitazioni cresciuti in passato a dismisura e fonte di tante speculazioni e di illeciti guadagni ….

In conclusione? VOGLIAMO LA BANCONOTA DA “UN EURO”!!!!!    1-euro-di-carta.thumbnail Non abbiamo bisogno di altre leggi e regolamenti ecc. Ognuno sa perfettamente come deve agire nella propria coscienza (più o meno retta).

Non voleva essere questa nota, una esaltazione del dollaro sull’euro: QUALUNQUE ESALTAZIONE DEL DENARO NON VIENE DA DIO, MA DAL DEMONIO AL QUALE IL DENARO RENDE AMPIO SERVIZIO. In questo contesto diciamo che anche gli americani un pò di confusione l’hanno avuta al momento di stampare la banconota da “one dollar” perché anche se appare maestosa e simbolica, sul retro sono riportati simboli massonici / esoterici, con al centro la scritta: IN GOD WE TRUST cioè letterale .. in Dio noi ci fidiamo, o confidiamo! … ma vuol dire che ci fidiamo o confidiamo nel Dio
Creatore del cielo e della terra
oppure,  visti i simbolismi riportati ai lati che  …maldestramente e falsamente ci fidiamo delle capacità dell’uomo  e confidiamo nel dio denaro??? (se siamo sinceri con noi stessi questa seconda soluzione è meglio tagliata per noi)

Dice la Scrittura “maledetto l’uomo che confida nell’uomo…”  ed allora, di fronte ai cupi scenari che abbiamo di fronte diciamo in verità “MIO DIO IO CONFIDO IN TE” .

Paolo Moroni

MADRI E LAVORO…

…a proposito di madri e lavoro, alcuni giorni fa camminavo sotto la pioggia (e chiaramente senza ombrello … introvabili in casa nostra nonostante i ripetuti acquisti) lungo via Palermo a Perugia per raggiungere gli uffici della provincia e passando dinanzi all’edicola li vicino, in una delle locandine ho letto il seguente titolo: sussidi del comune per le mamme disoccupate…. più o meno così, letta correndo sotto una pioggia insistente. La notizia era data lì per invitare all’acquisto del quotidiano mediante un messaggio del tipo: finalmente!!! un Ente locale che ha pensato ad un sussidio economico per le mamme disoccupate…. C’era però qualcosa che non mi tornava mentre salivo le scale degli uffici della provincia…. nel pomeriggio ho anche acquistato uno dei quotidiani locali che ritenevo aver pubblicato l’articolo esposto, ma non ricordando il nome della testata ho sbagliato giornale. Comunque l’errore macroscopico che ho rilevato è il seguente: Madri disoccupate!! Chi conosce una mamma disoccupata? Noi abbiamo cinque figli e mia moglie lavorava in un ufficio commerciale, ma gli orari impossibili ci hanno costretto a prendere la decisione che per seguire ed educare (almeno nel miglior modo possibile) i nostri figli fosse necessario che mia moglie rinunciasse al proprio lavoro (e stipendio) per dedicarsi anima e corpo al “lavoro” di mamma e moglie … lavoro sicuramente molto più difficile ed impegnativo e non retribuito. A nulla sono servite le richieste di poter fare un orario part-time … non serviva e avrebbe creato un precedente verso le altre impiegate…. Non rimpiangiamo la scelta della rinuncia anzi siamo grati a Dio per averci illuminato nella scelta di vita mediante la sua Parola, confermata negli anni in tantissima atti dove abbiamo visto concretamente operare la Divina Provvidenza!!!… Certo siamo profondamente convinti di una cosa …. “e meglio vivere bene con due bei stipendi che tirare avanti a stento con uno solo” … più o meno questa era una delle “massime” di Catalano in una popolare trasmissione di Arbore anni “80…. battute a parte: non esistono mamme disoccupate e il loro lavoro è ininterrotto, non si applica alcun CCNL, non esistono sindacati, non esistono vertenze, esistono tanti straordinari (non retribuiti), lavorano anche con la febbre… in una parola sono la manifestazione di una sola parola: Amore. Quindi un aiuto economico servirebbe eccome!!! … ma basterebbe rivedere gli assegni familiari no? … non solo per gli importi erogati, ma anche per il tempo di corresponsione: al compere dei diciotto anni dei figli cessano … a noi famiglie numerose a ventuno anni …. ma come, quando gli studi richiedono maggior impegno economico, tutti i sussidi (quei pochi esistenti in quando non esiste di fatto un efficace quoziente familiare) vengono meno? Non voglio dilungarmi, potremmo parlare a lungo… solo un’ultima, critica ed attinente osservazione: ma il nostro caro stato sociale non riesce a coprire almeno l’assicurazione contro gli infortuni delle mamme casalinghe??? dobbiamo versare tutti gli anni € 12 e poco più … è vero, è giusta la compartecipazione e l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro… ma allora è lavoro, non è disoccupazione!! E comunque… l’INAIL con tutto il patrimonio e fondi accumulati, possibile non riesca ad assicurare tutte le mamme che possono purtroppo incorrere in qualche infortunio domestico nel dover fare spesso due, tre o più cose contemporaneamente??? … io nel mio lavoro faccio sempre una cosa alla volta.

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