FIGLI MAGGIORENNI … FIGLI DI UN DIO MINORE

Perché quando si parla di politiche familiari i pochi e scarsi sussidi – attuali o promessi – riguardano sempre e solo figli minorenni?

Nello specifico, perché c’è chi annuncia a gran voce di corrispondere 80 euro per ogni figlio, ma solamente fino al compimento del 18^ anno di età? E dopo?

Perché la “carta famiglia” di sofferta attuazione e che prevede sconti presso esercizi convenzionati, è rilasciata solo in presenza di tre figli “minori” nel nucleo familiare? Ma i maggiorenni a carico e che studiano, forse non spendono?

Perché gli assegni familiari che purtroppo rappresentano un palliativo di misure a sostegno del reddito familiare, vengono corrisposti ai nuclei con figli minori (salvo alcune eccezioni e comunque fino al 21^ anno di età)?

Perché nel mese di settembre 2017 il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, a margine della sua paincredibile ma verortecipazione al Forum Ambrosetti di Cernobbio, alla domanda sul perché gli studenti italiani siano al penultimo posto in Europa nel numero di coloro che conseguono la laurea, ha risposto così: “Una delle cause maggiori è la provenienza delle famiglie, a basso reddito che spingono poco per la formazione universitaria di alto livello” ….. CIOE’ …………….. INCREDIBILE!! ….. Ma grazie!!! E allora perché quei pochi e scarsi sussidi a sostegno del reddito familiare si interrompono al compimento del 18^ anno di età del figlio? Cioè perché un figlio maggiorenne che studia in un corso universitario (quindi fino ai 24 o 25 anni ….) di fatto “scompare” dal nucleo familiare cui appartiene, con la conseguenza che il padre (o la madre) non riceva più gli stessi sussidi, ancorché pochi, di quando era minorenne? In concreto un figlio maggiorenne non costa (brutta parola) forse di più di quando aveva pochi anni? Abbonamenti, libri, trasferte, un po’ di autonomia per vita sociale ….. Si, si, ma può mantenersi con qualche piccolo lavoro part time …

E allora perché un figlio maggiorenne che lavori in forma precaria e parziale al fine di mantenersi gli studi, debba essere considerato non più a carico se il suo reddito “lordo” supera euro 2.840? E perché questo limite risale al lontano anno 1995 senza aver avuto nel tempo alcun adeguamento. E perché nell’ultima legge di bilancio, dopo tantissime pressioni, questo limite è stato adeguato ad euro 4.000 ma a partire dal 1^ gennaio 2019! Ma che paura di accordarlo da subito …. A parte il fatto che se prendi le tabelle ISTAT l’adeguamento dovrebbe essere portato ad euro 4.400 ….

E poi basta bonus! A chiunque vinca le elezioni, anche se personalmente spero una certa parte, chiedo una politica familiare seria e strutturata e una tassazione “orizzontale” cioè che faccia riferimento alla composizione del nucleo familiare, senza balzelli o piccoli contentini, senza la “paura” dover di sostenere troppo le famiglie … tante volte si corresse il rischio di farle star bene economicamente! Guardate miei cari che il ritorno per le casse del nostro Stato non sarà probabile, ma garantito! E maggiore!!!

Ecco, per concludere volevo dire che nel giugno dello scorso anno, intervenendo ad un convegno dal titolo “famiglia welfare d’Italia” a nome dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose (noi abbiamo cinque figli) in premessa dissi che il fatto di avere molti figli è stato sicuramente un dono di Dio, ma in concreto ha rappresentato per noi una “libera scelta di fede” senza guardare alle politiche familiari latitanti, scelta maturata proprio in un cammino di fede, appoggiando il tutto sull’unico Datore di Vita che si è manifestato in ciò che ci era necessario mediante la sua Divina Provvidenza, per davvero non per finta!

Ecco, in buona sostanza andrò a votare per difendere la vita e la famiglia! Mai perdere la speranza!

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Natale 2017

Il nostro Salvatore, carissimi, OGGI è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti.

Esulti il santo, perché si avvicina al premio

Gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono

Riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.

(Dai discorsi di san Leone Magno, papa)

E qui ci ritroviamo tutti:

  • Possiamo esultare come santi, certamente, che non vuol dire perfetti o perfettini, ma “diversi” dal pensiero del mondo perché in cammino di conversione con lo sguardo rivolto al cielo;
  • Possiamo gioire come peccatori proprio per il perdono che ci viene offerto;
  • Possiamo riprendere il coraggio quando abbiamo il “cuore pagano”, “mentalità pagana” perché la chiesa “madre” ci aiuta e ci chiama alla vita.

Quindi: Esultanza, gioia, coraggio. E la parola scrutata nei ritiri di inizio corso (che per me – ma credo per tutti – rappresenta la guida dell’anno o cosiddetto corso … appunto) ci annuncia un tempo favorevole che sembra voler intromettersi prepotentemente tra i “giorni cattivi” di cui parlano gli apostoli nelle loro lettere e che stiamo nuovamente vivendo:

….” Egli dice infatti: al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso.

Ecco ora il momento favorevole

Ecco ora il giorno della salvezza”….

I tempi sono cattivi oggi come erano già cattivi nella chiesa primitiva e come saranno sempre cattivi ogniqualvolta verrà negata l’esistenza di Dio; il “tempo favorevole” lo abbiamo già a disposizione “OGGI” nel cammino delle nostre comunità.

Possiamo quindi esultare, gioire, avere coraggio, anche nelle contrarietà e vedere che, nonostante tutto, possiamo combattere contro il grande nemico aiutandoci l’un l’altro, accogliendo l’invito che ci rivolge la lettera agli Ebrei … “Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo OGGI perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato”.

Viene in nostro aiuto la comunità dei fratelli che pur debole, zoppicante, imperfetta, peccatrice (il sostantivo racchiude una varietà impressionante di atti contrari alla volontà di Dio) vuol far presente e portare nel nostro quartiere, nel nostro paese, nella nostra città, l’annuncio e la testimonianza di Gesù Cristo “vivente”.

Un anno di grazia si chiude e si va aprendo un nuovo “ANNO DOMINI” che vedrà il giubileo del cammino neocatecumenale, i 50 anni di questo dono tra i doni che lo Spirito Santo ha elargito alla sua Chiesa. E sarà festa grande!!!

L’altro giorno leggevo ciò che scrisse nell’anno 1969 Joseph Ratzinger che profeticamente intravide la situazione attuale: “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza………. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto. A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, che ha già fatto fallimento con Gobel, ma la Chiesa della fede. Certo essa non sarà mai più la forza dominante della società, nella misura in cui lo era fino a poco tempo fa. Ma la chiesa conoscerà una nuova fioritura ed apparirà agli uomini come la patria, che ad essi dà vita e speranza oltre la morte”.

Come sole che sorge,

come sposo dal talamo,

Dio viene a salvarci.

O luce, che risplende

nella notte del mondo,

vinci le nostre tenebre.

O Gesù, re di gloria,

mediatore per gli uomini,

da’ il perdono e la pace.

Buon Natale 2017

Paolo Moroni

CRISI, UNIMPRESA: LE FAMIGLIE NON SPENDONO

20170814_092023Vabbè è la vigilia di ferragosto e ancor prima la memoria di San Massimiliano Kolbe e vigilia della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria….

Scorrendo per caso il televideo rimango perplesso nel leggere questa notizia (vedi immagine nel riquadro)…

Per favore, le informazioni siano complete e soprattutto le analisi e/o i commenti guardino la realtà. Dunque: Boom dei depositi in conto corrente, le aziende però non investono e le famiglie non spendono ma preferiscono accumulare….? (quali famiglie?) .. e il denaro non circola.

Non è che la crisi spaventa gli italiani, il che in parte è pur vero, e quindi il denaro non circola, è che tale denaro risulta accumulato e continua ad accumularsi nelle tasche di pochi; il denaro non circola perché la stragrande maggioranza delle famiglie, e non solamente le famiglie numerose, non ha proprio risorse sufficienti da destinare ai consumi alle cure, alla formazione ….. e molte di queste nemmeno per i consumi di beni primari. E le famiglie (poche) che riescono ad accumulare soldi, hanno probabilmente già soddisfatto le proprie necessità di beni primari, secondari ecc.

Conseguentemente venendo a mancare i consumi nemmeno le aziende provvedono ad investire e quindi nemmeno ad assumere personale, e se lo fanno sfruttano in maniera talvolta indegna la forza lavoro con turni impossibili, basse retribuzioni, e al meglio applicando contratti a tempo determinato.

E’ quindi totalmente fuorviante il dato “generico” che le famiglie non spendono e preferiscono “accumulare” per paura della crisi….

Vicepresidente di Unimpresa e giornalista che ha esteso la notizia: fornite per cortesia i dati completi con le percentuali di queste famiglie che hanno la possibilità di accumulare!

Speriamo che la prossima conferenza nazionale della famiglia del 28 e 29 settembre prossimi, guardi veramente i dati reali e ponga le basi non per le solite chiacchiere e la consueta pacca sulla spalla, ma per l’applicazione concreta del “quoziente familiare” per la parte relativa alla fiscalità, e “previdenziale” per la parte relativa alle misure a sostegno del reddito, come peraltro già da tantissimo tempo avviene in altri stati europei……. Si può dire “E’ l’Europa che ce lo chiede?”

Si perché il formare famiglia è prima di tutto una scelta di fede (e la divina provvidenza funziona veramente), ma non può essere considerato necessariamente un atto eroico, anche per i benefici che la famiglia stessa apporta alla società.

Ricordo che Papa Giovanni Paolo II gridava: “famiglia tu sei gaudium et spes!”

Diceva anche Papa Benedetto XIV^ in occasione della festa dell’Assunta: Questa festa parla del nostro futuro e ci invita ad avere coraggio, a credere che la potenza della Risurrezione di Cristo può operare anche in noi e renderci uomini e donne che ogni giorno cercano di vivere da risorti, portando nell’oscurità del male che c’è nel mondo, la luce del bene.

Buona festa dell’Assunta

CARI AMICI, UN DONO PER NOI UOMINI, SPOSI, PROMESSI SPOSI, IN CERCA DI BENE …..

LETTERA DI SANT’AGOSTINO ALL’UOMO PER AMARE UNA DONNA IN PIENEZZA E PER SEMPRE

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.
Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.
Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.
Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.
Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.
Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.santagostino
E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.
Amala come il sole che invochi al mattino.
Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.
Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!
(S. Agostino)

NATALE 2016

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Carissimi fratelli e sorelle, amici ed amiche ed anche …. cari nemici, auguri!!

Non è il solito Natale, nemmeno il solito Capodanno, neppure la solita Epifania. Se tutto fosse semplicemente ripetitivo, il vivere porterebbe una noia terribile ed insopportabile. Ricordo bene due cose sottolineate nei ritiri autunnali di inizio corso:

  1. La vita senza Dio ha una dimensione “circolare” con gli stessi atti quotidiani ricorrenti …. sveglia, colazione, lavoro/scuola, pranzo, lavoro/studio,svago? Cena, tv, sonno …. ed ancora sveglia, colazione ecc., ma l’annuncio del Kerigma con la chiamata ad una vita nuova e la risposta personale di ognuno Si, avvenga in me quello che hai detto, donano alla vita stessa una dimensione “lineare” rivolta verso l’Alto, verso il Cielo. Allora tutto riprende senso dalle cose più semplici a quelle più complesse.
  2. Posto che la nostra risposta sia affermativa “Si, avvenga di me quello che hai detto – poiché nulla è impossibile a Dio” la conseguenza naturale è bene esposta nel brano dove Rabbì Joshua ben Levi domanda al profeta Elia: “Quando verrà il Messia? Dove sta?” Elia risponde “tra i lebbrosi!” e Rabbì Joshua ben Levi riprende “E come saprò che è il Messia?”

I lebbrosi per evitare il contagio di altre persone vanno in giro bendati; ma le bende fanno male e quando ritornano al luogo dove vivono, si tolgono le bende.

Tutti tranne uno: Lui si toglie le bende e poi se le rimette di nuovo: quello è il Messia! Ecco questa è, o dovrebbe essere, la nostra situazione. Noi siamo questo lebbroso che torna alla comunità e lì può togliersi le bende per stare meglio (e un po’ di puzza – dei peccati – si può anche sopportare) ed essere curato con l’ascolto della Parola, la Liturgia e la vita comune, ma poi se le rimette subito ed è pronto ad uscire, a ripartire, cioè a rispondere subito alla chiamata del Signore: la missione e la testimonianza della buona notizia, perdere la propria vita per l’altro.

Ritorna però frequentemente la tentazione della vita comoda e il nemico “numero uno” la usa con astuzia per metterci in evidenza che chiaramente, a dir suo, Dio odia l’uomo … (per di più è anche monotono: sempre e solo la stessa accusa!)  E quando cediamo alla tentazione dell’agiatezza, ecco che necessita talvolta uno scuotimento forte per ridestarci dal torpore.

C’è stato anche un terremoto “fisico” …. Ci sono spesso terremoti nei fatti della vita. Riflettevo poi che nel 1997 morì Giorgio Filippucci nostro caro padre spirituale che ha speso la sua vita affinché noi potessimo conoscere il Padre che è nei cieli e quell’anno vi fu un gran terremoto; quest’anno è morta Carmen Hernandez co-fondatrice del cammino neocatecumenale che ha speso la sua vita per l’annuncio del vangelo e c’è stato un gran terremoto… poco meno di 2000 anni fa morì in croce sul Golgota, Gesù e vi fu un gran terremoto……Chiaro è, e lo dico per fugare ogni dubbio che io sia portatore di funeste interpretazioni, che in buona parte d’Italia e del mondo il terremoto non lo hanno nemmeno avvertito, però io si e per me il terremoto è stato comunque “un fatto” e un fatto che parla alla mia vita e mi interroga e mi chiama seriamente a conversione…. Ricordo una delle scosse più forti di fine ottobre: ero solo in ufficio; tardo pomeriggio – ore 19:10, buio della notte, un tempo pessimo con pioggia forte e grandine, vento impetuoso, tuoni fulmini e da ultimo … il terremoto! Il capannone ha cominciato ad ondeggiare ed ho pensato: ecco ci siamo è la Pasqua! Poi … la fuga per le scale (so bene che non è questo il comportamento da tenere in caso di terremoto – è riportato in tutti gli opuscoli informativi – ma in quel momento ha prevalso il pensiero del “si salvi chi può!”) La vita è seria! Molto seria!

Per questi motivi il Natale che arriva è diverso dai precedenti. Mi ha molto colpito quanto scritto da una cara sorella, mamma, giornalista e scrittrice …. Ne riporto di seguito un estratto:

…. A volte i santi te li vedi arrivare così, con una giacchetta nera di taglio maschile, le mani indurite dalla vita all’aria aperta, le guance arrossate dal freddo. Gabriella mi è venuta incontro ad Amatrice senza tanti convenevoli. Cercavo qualcuno che mi parlasse di come si può vivere la spiritualità senza chiese, nella devastazione più totale. Immaginavo una donna emotiva e comunicativa – ero lì per fare delle riprese per la notte di Natale, e si sa che la lacrima si porta molto bene in video. Invece lei fa poche concessioni alle emozioni, ma dice la cosa giusta: Quest’anno Natale avrà il senso che deve avere davvero. Noi non abbiamo più niente, non abbiamo le nostre cose, non abbiamo il calore di una casa, abbiamo perso delle persone. Noi la aspettiamo questa nascita.

Gabriella vive la condizione del credente, quello vero. Quello che ha davanti al cuore e alla coscienza la consapevolezza della sua totale dipendenza da Dio. Scorticato delle sue certezze, inciso nella carne, il credente sa che se Dio c’è o non c’è cambia tutto, tutta la sua storia.  (C.M.)

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Tra le macerie nasce il Salvatore

Tra le nostre macerie nasce il Salvatore!!

Maràna tha!

Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”

E chi ascolta ripeta: “Vieni!”…

“Sì, verrò presto!”

Amen

Vieni, Signore Gesù.

Buon Natale 2016 – Paolo Moroni

IL BUON USO DELLE RICCHEZZE

Nel mese di marzo scorso ho avuto occasione di passare due giorni a Milano insieme a parte della mia famiglia, profittando del viaggio già programmato per la rappresentazione di un musical d’eccezione al teatro Linear Ciak (i biglietti costituivano il regalo di Natale 2015). Nostra ferma intenzione per il pomeriggio d’arrivo, era visitare parte del centro di Milano a cominciare dal duomo, ma contro questo nostro desiderio s’è abbattuto lo sciopero delle metropolitane milanesi con inizio alle ore 18:00 …

Scontate e quindi superate le immediate lamentazioni, questa circostanza si è poi rivelata estremamente positiva in quanto ci ha permesso di concentrarci sullo spettacolo teatrale, oggetto primo del nostro viaggio, rimandando al giorno successivo e dopo una abbondantissima colazione (per me era una colazionepranzomerenda) la visita mancata del giorno precedente.

Complici il gradimento del musical, il riposo notturno e la megacolazione, la visita al duomo di Milano si è svolta con la massima serenità e calma che neanche la chilometrica fila d’accesso ha potuto abbattere; anzi, la fila stessa ha permesso da subito un’attenta osservazione della facciata del duomo.

facciata-duomo

Come tutte le cattedrali gotiche, anche il Duomo di Milano fin dall’inizio è stato pensato per trasmettere, con l’architettura e gli apparati decorativi, il messaggio della salvezza cristiana. Leggiamo anche che in ogni edificio religioso medioevale l’arte è concepita come forma d’insegnamento. Tutto ciò che l’uomo deve conoscere – la storia del mondo, dalla creazione alla fine dei tempi, i dogmi della religione, l’insegnamento dei santi, la gerarchia delle virtù, la varietà del sapere, delle arti e dei mestieri – era illustrato ed insegnato per mezzo di dipinti, vetrate, sculture ed elementi architettonici. vetrata-duomo

Inoltre nella visione dell’uomo medioevale, la Cattedrale fu sempre assunta a simbolo della Gerusalemme celeste.

Particolare interesse ha suscitato in noi il percorso archeologico nei sotterranei del duomo, con il fonte battesimale ottagonale dove nel 387 Ambrogio, Vescovo di Milano, battezzò Agostino futuro Dottore della chiesa.

Ma la parte più emozionante e spettacolare è stata la passeggiata sulle terrazze del duomo, complice una bellissima giornata primaverile, tra un intreccio continuo di guglie, capitelli, merletti. Contestualmente leggiamo che l’apparato della statuaria (3400 statue e oltre 700 figure inserite negli altorilievi marmorei) che abbellisce i capitelli, le volte, il paramento marmoreo, la facciata, i finestroni e le 135 guglie, è immagine del Paradiso: patriarchi e profeti, martiri e santi indicano il nostro eterno destino di redenti dal sacrificio della Croce, guidati verso il cielo dalla Vergine Maria che spicca nel punto più alto del tempio.

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Da buon ragioniere (che poi “buon” …. me lo dico da me quando invece, e se del caso, dovrebbero dirlo gli altri…) tra tutte le statue poste sulle guglie e che sembrano vigilare sulla città di Milano, il mio interesse particolare ricade su questa (vedi foto sotto): rivolta verso il Centro Direzionale di Milano, sembra dare un serio ammonimento con il dito indice della mano destra, del tipo …BADA!!! … ed anche BADATE!!! …BADATE BENE ….

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Già il centro direzionale di Milano con la torre Unicredit (banca) che con i suoi 231 metri di altezza alla guglia è il secondo grattacielo più alto d’Italia, dopo la Torre Isozaki (o torre Allianz … banca/assicurazioni… vedi vedi…)!!

Sembra che anche il centro del potere voglia puntare dritto al cielo, con una guglia altissima, quasi come una sfida… ma qui, dalla terrazza del duomo con le sue 135 guglie (altro che una) parte chiara l’ammonizione che dicevamo prima: BADA!!! BADATE!!! … fate “buon uso” delle ricchezze! E torna alla mente un’omelia di Basilio di Cesarea (vissuto nel IV^ secolo d.C.) dove Basilio condanna le ingiustizie sociali del tempo (del tipo … nulla di nuovo sotto il sole….) e conferma l’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Non condanna la ricchezza in quanto tale, ma il cattivo uso che ne fanno i ricchi e che genera avarizia ed egoismo. Il ricco non è proprietario dei beni che possiede, ma amministratore di essi. Un giorno dovrà rendere conto a Dio dell’uso che ne ha fatto. Chi possiede beni dovrà condividerli con i bisognosi, perché cosi facendo rimborserà a Dio il prestito con lui contratto.

Per questo tutte le grandi aggregazioni di banche, società commerciali, finanziarie, industriali, dietro al buon proposito della competitività e della razionalizzazione dei costi, rappresentano l’ossessiva ricerca del maggior profitto o meglio, del profitto sempre maggiore …. e poi, per personale convinzione, anche del “TOO BIG TO FAIL” (troppo grandi per fallire… genererebbero un dissesto anche statale) … così stanno anche al sicuro.

Ma tutto questo vale per ogni persona (a cominciare dal sottoscritto) per la ricorrente tentazione dell’agiatezza. Tutto già scritto profeticamente nel Vangelo di Luca: “la campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra se: Che farò, poiché non ho dove porre i miei raccolti? E disse …(dopo tanti dubbi e tormenti, notti insonni, si da la risposta) …farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e tutti i miei beni” … e poi? la ricchezza genera ancora ricchezza e “teoricamente” c’è un punto di non ritorno per cui bisogna ancora demolire per costruire magazzini sempre più grandi … e tutto questo genera affanno e preoccupazioni…. e quando dici “anima mia hai a disposizione molti beni per molti anni!! Mangia, bevi e datti alla gioia… stolto! questa notte stessa morirai e quello che hai accumulato per chi sarà?”

Per questo la condivisione è non solo opportuna, ma indispensabile e in più ora, adesso, subito, non quando ormai la vita terrena sarà terminata.

Anche la Costituzione Conciliare Gaudium et Spes dice che “a tutti gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a sé e alla propria famiglia…. e gli uomini hanno l’obbligo di aiutare i poveri e non soltanto con il loro superfluo. Colui che si trova in estrema necessità ha il diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui“.

Chiaro che oltre ad una responsabilità personale c’è una responsabilità ancora maggiore di chi è stato chiamato ad governare la nazione mediante le proprie funzioni istituzionali. Per questo preghiamo costantemente per i governanti perché agiscano con discernimento, rettitudine e quindi per il bene comune.

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Paolo Moroni